Il messaggio alla mamma che “scagiona” Napi Cera: “Papà in segreteria dice solo cazzate! Non so più come fermarlo, si inventa di tutto”

Per il giudice appare chiara la “presa di distanza” del giovane consigliere regionale dalle sortite del padre

“Mamma, papà in segreteria dice solo cazzate! Non so più come fermarlo, si inventa di tutto”. Questo il messaggio WhatsApp di Napoleone Cera a sua madre che dimostrerebbe la presa di distanza del giovane consigliere regionale rispetto al vulcanico ex parlamentare.

La riqualificazione giuridica del reato originario di tentata concussione in quello di induzione indebita a dare o promettere utilità e la presa di distanza dal padre Angelo (ancora ai domiciliari) sono gli elementi posti alla base della decisione del gip del Tribunale di Foggia Armando Dello Iacovo di revocare dopo 35 giorni i domiciliari al consigliere regionale dei “Popolari” con l’imposizione dell’obbligo di dimora a San Marco in Lamis.

Il gip nel restituire la libertà a Napi Cera ha valorizzato il messaggio inviato dal giovane politico alla madre. Questo perché quel messaggio “risulta inviato lo stesso giorno, ossia il 17 febbraio scorso, dell’unica intercettazione valorizzata dal giudice a carico di Napoleone Cera, ossia quella captata” annota il gip “nella segreteria politica di suo padre a San Marco in Lamis in cui il prevenuto Cera rivolgendosi proprio al genitore minacciava di far ‘sparire’ i consorzi di bonifica“.

Per il giudice appare chiara la “presa di distanza di Napoleone Cera dalle sortite del padre, che traspare evidente dal tenore del messaggio; il che induce ad una valutazione separata delle condotte dei due indagati, tale da ascrivere a Napoleone Cera unicamente la prospettazione della ripresentazione dell’emendamento, e connotata da una formula subdola e allusiva, ben diversa da quella perentoria e intimidatoria riferita da un altro dirigente del Consorzio di bonifica a carico di Angelo Cera”.

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