Violenze sulla moglie in un parco a Foggia, arrestato 31enne. Era stato già fermato tre volte in pochi giorni

Il Gip considerati i diversi episodi di violenza, ha aggravato la misura cautelare dei domiciliari mandandolo in carcere

È stato arrestato tre volte in pochi giorni C. E., foggiano di 31 anni accusato di maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie. La coppia, dalle informazioni disponibili, sarebbe sposata da un anno. Dopo i primi mesi, durante i quali non ci sono stati problemi, è emersa l’indole violenta.

L’attività investigativa posta in essere permetteva di ricostruire la condizione di crescente disagio e umiliazione patite dalla donna, tanto da spingere quest’ultima ad abbandonare il tetto coniugale e trasferirsi, unitamente al figlio della coppia, presso l’abitazione dei propri genitori.

Il 13 ottobre scorso, in costanza di separazione di fatto, C. E., durante un incontro con la propria ex moglie per vedere il figlio, tentava di convincere la donna a tornare insieme. La discussione degenerava al secco rifiuto di quest’ultima, tanto che l’uomo cominciava a picchiarla, mettendole le mani alla gola, tanto da farle perdere quasi conoscenza, prendendola più volte a punti sul volto e in testa.

Nonostante l’esecuzione della misura cautelare personali (era ai domiciliari), lo stesso giorno del provvedimento coercitivo, si è recato presso l’abitazione dei genitori della propria ex moglie, presso i quali quest’ultima si era trasferita al fine di sfuggire ai comportamenti violenti del proprio ex marito, citofonando insistentemente e chiedendo di poter salire. A seguito della denuncia della vittima il giorno seguente, dalla quale, unitamente agli accertamenti svolti, venivano accertate oltre 300 chiamate senza risposta effettuate da C.E. sull’utenza cellulare della propria ex moglie, il 31 ottobre personale della Squadra Mobile – III sez.  – procedeva  all’arresto in flagranza differita per il reato di evasione.

Al termine delle formalità di rito, attesa la gravità del reato, su disposizione del P.M. di turno presso il Tribunale di Foggia, veniva associato presso la locale casa circondariale e attinto, successivamente all’arresto, da ulteriore ordinanza del GIP presso il Tribunale di Foggia, con la quale è stata imposta la custodia cautelare in carcere.