Decine di negozi sfitti in centro a Foggia. “Urgono misure per rivitalizzare il commercio”

In attesa delle prossime elezioni e dei prossimi comitati elettorali, molti locali commerciali in pieno centro sono ritornati vuoti, con vetrine anche molto appetibili nude, in pieno centro città a Foggia

In attesa delle prossime elezioni e dei prossimi comitati elettorali, molti locali commerciali in pieno centro sono ritornati vuoti, con vetrine anche molto appetibili nude, in pieno centro città a Foggia. È il caso della centralissima Corso Cairoli, dove ben due locali, con una posizione invidiabile, sono senza negozi. Accade lo stesso in Via Arpi, dove sono più le botteghe chiuse che quelle aperte, in Via Mazzini, in Corso Giannone e nell’ultimo tratto di Corso Vittorio Emanuele, dove la mortalità degli esercizi è molto elevata e anche attività storiche hanno abbassato la saracinesca.

Per uno spazio di 80 metri quadrati, tre vetrine e magazzino sotterraneo altrettanto ampio in Corso Cairoli, svuotato a luglio da un politico cittadino campione di consensi, ma non eletto, il titolare chiede 1500 al mese, con un contratto di 6 anni e una caparra di 4 mesi, come abbiamo verificato chiamando l’agenzia Il Segugio. Troppo, a detta di alcuni immobiliaristi foggiani, che stanno cercando di venire incontro alle esigenze dei commercianti, tentando di tenere lontani dal centro storico i commercianti cinesi, gli unici che riescono a pagare fitti congrui e a reggere.

“Capisco chi pretende un giusto prezzo per un locale posizionato in un posto strategico del passeggio e con vetrine con ottima vista, ma la crisi è nera, i giovani commercianti vanno aiutati con misure straordinarie e con contributi speciali. Servono degli equo canoni per calmierare i prezzi e vitalizzare il commercio cittadino. L’amministrazione dovrebbe pensare a qualcosa ad hoc per i commercianti, il DUC finora ha prodotto pochi risultati”, osserva il politico azzurro Consalvo Di Pasqua, proprietario di molti locali per le vie del centro cittadino, tutti affittati a giovani negozianti. Anche laddove sorgeva il suo comitato, in un locale non di sua proprietà in Piazza del Lago, nel cuore della piazzetta e della movida dei giovanissimi al centro delle polemiche e degli interventi genitoriali, oggi non c’è nulla. Negli anni si sono avvicendati tanti negozi, ma il prezzo richiesto per il fitto è ormai troppo alto per il mercato e la piazza foggiana: circa 2mila euro al mese. Il degrado non arriva forse anche dall’annichilimento del contesto urbano?

Secondo molti, dovrebbe essere attivata una fiscalità di vantaggio, misure speciali per abbattere la Tari nei primi 3 anni di vita commerciale e incentivi per chi apre nuove attività. Se ne parla da tempo in Comune a Foggia, ma le proposte tardano ad arrivare, mentre il commercio urbano si dissangua, per l’effetto anche della presenza dei centri commerciali che hanno disperso la capacità di spesa, creando ulteriore concorrenza.

Nelle ultime settimane gli uffici comunali hanno adempiuto ad alcune richieste per delle autorizzazioni per dei chioschi, in Piazza Cavour e in altre zone della città, si sono occupati inoltre del commercio ambulante per la prossima Fiera di Santa Caterina, hanno messo a gara il parcheggio della Camera di Commercio con l’aggiudicazione definitiva dell’appalto della fornitura all’operatore economico SICONET S.R.L., ma non ci sono ancora atti per il commercio cittadino, nonostante in Commissione Ambiente e Territorio si sia discusso ampiamente di candidare il Villaggio Artigiani per l’inserimento nella Zes.

 

 



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