Tributi Foggia, riscossioni all’ex Equitalia. In ansia decine di lavoratori della “Adriatica Servizi”

Consiglio comunale dopo l’interdittiva antimafia nei confronti della società che gestiva il servizio. Landella: “Gli accertamenti rimarranno comunque in capo al Comune”

Il Consiglio comunale foggiano si è riunito oggi per superare la questione della riscossione tributi, internalizzando i servizi fin qui espletati dalla società Adriatica Servizi colpita da interdittiva antimafia.
Con una delibera proposta dagli uffici finanziari vengono delegate le funzioni ed affidate le attività relative alla riscossione spontanea e coattiva delle entrate sia tributarie che patrimoniali del Comune di Foggia con decorrenza immediata all’Agenzia delle Entrate-Riscossione (ex Equitalia) e per il territorio della regione Sicilia alla società Riscossione Sicilia SpA. L’affidamento secondo la delibera resta valido ed automaticamente esteso anche a favore dei soggetti di diritto che dovessero eventualmente subentrare in futuro, fino ad espressa deliberazione del consiglio comunale di cessazione della delega di funzioni e di affidamento delle attività fatte salve eventuali modifiche normative.

Il tema ha riguardato i 32 dipendenti di Adriatica Servizi che al momento sono senza lavoro. Molti di loro erano presenti e preoccupati in aula nel pubblico. Dal punto di vista tecnico i dipendenti non possono essere assorbiti nell’immediato dall’agenzia delle entrate, secondo gli uffici. L’unica soluzione è la legge del 2016 che consente la costituzione di una società in house, ma il sindaco Franco Landella ha parlato di un lasso di tempo di 4 mesi massimo che consentirà di mettere a bando i servizi della riscossione coattiva. Le minoranze hanno chiesto l’introduzione di un emendamento per la clausola di salvaguardia.

“Gli accertamenti rimarranno comunque in capo al Comune. La società Adriatica ha fatto un buon lavoro, con la coattiva abbiamo recuperato diverse somme”, ha osservato il primo cittadino.
Dura la piddina Lia Azzarone. “Ho apprezzato l’intervento del sindaco, sulla delibera non ho nulla da eccepire. Massima legalità e trasparenza, quello che manca è l’indirizzo politico. La delibera lascia a casa 32 famiglie. In una società degradata aggiungere altre 32 famiglie disoccupate è una responsabilità troppo grande. Chiediamo l’inserimento di un emendamento per la clausola di salvaguardia”.

“Noi siamo qui presidente perché vi è stato un provvedimento da parte del prefetto, non possiamo rimuovere le origini – ha rimarcato il leader consiliare della maggioranza Bruno Longo -. Noi rappresentiamo l’aspetto politico: non possiamo sottacere ciò che accade e ciò che è accaduto. Dobbiamo porci degli interrogativi e dobbiamo appellarci a chi detiene la sicurezza. Non lasciamo a casa nessuno, tutti i lavoratori torneranno a lavorare in attesa di una decisione definitiva del Comune di Foggia. Abbiamo bisogno che la questione dei tributi venga risolta, sono 10 anni che abbiamo esperienze negative. La Corte dei Conti stigmatizza sempre la presenza di entrate traballanti”.

Nel corso del Consiglio dopo una lunga interruzione gli eletti hanno partorito due emendamenti, uno a firma di Longo e Ventura ed una a firma di Lia Azzarone. La sintesi ha condotto ad una mozione con la quale impegnano l’amministrazione ad attuare ogni procedura e misura per la salvaguardia occupazionale.