Operaio morto schiacciato da balla di fieno a Foggia, chiesto rinvio a giudizio per datore di lavoro e collega

Il legale degli imputati: “A volte le tragedie non hanno colpevoli. Dobbiamo imparare ad accettarlo, anche se molto doloroso”

Operaio morto schiacciato in azienda agricola di Arpinova a Foggia. Chiesto il rinvio a giudizio per Luigi Pompa, datore di lavoro e per il dipendente Saverio Conte, conduttore del muletto. Il 24 ottobre 2018, quasi un anno fa, Michele Tarallo rimase schiacciato e morì all’istante sotto un’enorme balla di fieno, mentre questa ed altre venivano caricate sul camion della stessa vittima, presso l’azienda agricola Pompa. Secondo il pm Galli, i due imputati sarebbero corresponsabili per la morte dell’operaio, il primo perché conducendo il muletto non avrebbe prestato la dovuta attenzione, il secondo perché non avrebbe fornito le opportune istruzioni e cautele. L’operaio rimasto ucciso, nato a Minervino Murge nel 1952, era residente a Foggia.

Michele Sodrio

“Premesso che i miei clienti sono profondamente dispiaciuti per l’accaduto – ha commentato l’avvocato Michele Sodrio –, essi hanno chiarito fin da subito che si è trattato di una tragica fatalità causata da un gesto incauto della stessa vittima. Conte era regolarmente assunto e formato alla guida del muletto da anni, mentre Pompa aveva tutto in regola, compresa l’assicurazione della quale beneficeranno i parenti della vittima. Francamente non comprendo l’accusa mossa dalla procura, ma sono certo che nel processo (che certamente ci sarà), dimostreremo l’assoluta innocenza dei miei clienti. A volte le tragedie non hanno colpevoli. Dobbiamo imparare ad accettarlo, anche se molto doloroso”.

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