The moon, the food. Peppe Zullo indaga il cibo degli ultimi 50 anni con “Appuntamento con la Daunia”

“Negli anni Sessanta pensavamo che avremmo tutti mangiato cibi liofilizzati, che sarebbero bastate delle pasticche invece in questi anni abbiamo riscoperto l’orto, la campagna, la natura. C’è un approccio green”

Con un aperitivo al Peppe Zullo Point di via Dante a Foggia, il cuoco contadino Peppe Zullo ha presentato la 24a edizione di “Appuntamento con la Daunia” in programma ad Orsara di Puglia il 13 e 14 ottobre prossimi.

“Prima di essere uno chef stellare, resto un uomo con i piedi per terra, questo Appuntamento con Daunia sarà un piccolo viaggio attraverso 50 anni di storia del cibo. Dal 1969 ad oggi, da quando Neil Armstrong sentenziò “Un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”, lasciando per sempre un segno nella storia. The moon, the food è il tema. Parleremo di agricoltura, innovazione, tecnologia e made in Italy, senza tralasciare i valori della tradizione e della genuinità”, ha spiegato il grande chef di Villa Jamele e Villa Paradiso, acclamato in tutto il mondo e ambasciatore dello slow food di Carlin Petrini.

Ci sarà un orto lunare, perché Zullo vuol rispondere alla domanda “Com’è cambiato il cibo dopo la sbarco sulla Luna?”.

Cos’è cambiato in 50 anni di food? “Noi pensavamo negli anni Sessanta che avremmo tutti mangiato cibi liofilizzati, che sarebbero bastate delle pasticche invece in questi anni abbiamo riscoperto l’orto, la campagna, la natura. C’è un approccio green”, ha osservato il cuoco a l’Immediato.

Lui che ha riscoperto tantissime materie prime considerate povere, a cominciare dalla sua immancabile borragine, con le ostriche di montagna, o i frutti tipici come la mela limoncella e il cacioricotta orsarese, ora punta ancora sulle erbe selvatiche, le “fogli’a misch” e il lampascione.

“Una volta dire lampascione era spregiativo, significava dare del fessacchiotto, io ho riscoperto questo tubero, nella mia cucina diventa un fiore con mosto cotto e formaggio”.
Ebbene, le evoluzioni dell’enogastronomia, del made in Italy, dell’agricoltura e del clima con relatori e ospiti speciali saranno protagonisti della due giorni. Tra gli ospiti Massimo Pica Ciamarra, architetto e designer, da sempre un fermo sostenitore del concetto di architettura non solo come costruzione di luoghi, ma anche sostenibilità ambientale e tanti altri.