Incontro foggiano tra Pd e Movimento 5 Stelle. Alla Festa dell’Unità Bordo e Pellegrini per dire basta ai populismi

Confronto nel capoluogo dauno tra i due parlamentari: “Al primo posto va messa la lotta alle diseguaglianze sociali”. Il pentastellato sollevato dalla rottura con Salvini

Lungo dibattito giallorosso nella seconda giornata della Festa dell’Unità del Pd cittadino a Foggia tra l’onorevole Michele Bordo, vicepresidente del gruppo dem alla Camera e il senatore del M5S Marco Pellegrini, componente della Commissione parlamentare Antimafia.

I due esponenti sono apparsi molto fiduciosi sulla tenuta del Governo Conte bis, nonostante i sondaggi, secondo quanto diffuso dal politologo di Demos Ilvo Damianti, parlino di una fiducia che si sta raffreddando tra gli italiani. Nel pubblico tanti piddini e anche il penalista Michele Vaira, tra i promotori dei circoli di Azione Civile di Renzi, ma non ancora approdato ad Italia Viva. “Ho ancora la tessera del Pd, deciderò solo dopo la Leopolda”, dice pensoso a l’Immediato.

Idro Maiorano e Michele Vaira

Per ora Renzi ha rosicchiato molto poco al Pd, ma sta comunque destabilizzando il clima. “Non dobbiamo correre il rischio di rimanere schiacciati tra il protagonismo del M5S e questo protagonismo di Matteo Renzi e Italia Viva. Noi siamo una forza responsabile e abbiamo fatto il governo per evitare da un lato la deriva estremistica a destra verso la quale stava andando il Paese e che in Italia si rafforzasse la recessione economica e abbiamo tutto l’interesse ad andare avanti, vogliamo svolgere questo ruolo di responsabilità. Il Pd è anche una forza politica con le sue idee e le sue rivendicazioni importanti”, spiega il deputato manfredoniano alla nostra testata web.

E continua: “Al primo posto va messa la lotta alle diseguaglianze sociali, che cominciamo a fare con la legge economica che sarà all’attenzione del Parlamento nei prossimi giorni. Aver scelto di investire circa 3 miliardi di euro sul cuneo fiscale, che non è tutto quello che immaginavamo di fare, ma daremo 50 euro a ciascun lavoratore ogni mese, a partire dal 2021 sarà il doppio. La riduzione del costo del lavoro significa aiutare chi sta peggio, aiutare i consumi e le fasce più deboli a superare questa fase di difficoltà”.

Riuscirete ad abolire i due decreti Salvini? “Noi non abbiamo mai chiesto l’abolizione – è la sua risposta -, abbiamo detto che i decreti Salvini non vanno bene. Sul programma abbiamo scritto che era giusto rivederli alla luce dei rilievi del presidente della Repubblica. Ci sono alcuni punti imprescindibili: quando una persona è in mare, in pericolo, è un dovere salvarla. È un tema che non va affrontato con l’odio e il populismo, servono risposte adeguate, controllando i flussi facendo accordi con i Paesi da cui i migranti arrivano. Significa rimettere al centro una proposta che è stata abbandonata nel passato, ossia fare corridoi umanitari, con flussi programmati, perché nel Paese c’è bisogno di manodopera straniera, ci sono mondi produttivi, che non andrebbero avanti senza i lavoratori stranieri. Infine noi dobbiamo fare in modo che chi è in Italia venga integrato, dobbiamo evitare che la mancata integrazione di oggi possa produrre fenomeni di criminalità organizzata e di terrorismo”.

Dall’altro lato il senatore Marco Pellegrini non fa mistero di essere sollevato di star ormai fuori dalla maggioranza gialloverde che non aveva mai sopportato. “Più che l’alleanza di governo credo che sia il programma che noi abbiamo proposto ai cittadini e alle altre forze di governo a creare interesse negli elettori. Era notorio che io non fossi simpatizzante della Lega Nord e tanto meno di Matteo Salvini, quello in Umbria è un esperimento, che proviamo perché quella regione viene da una crisi politica molto particolare. Gli iscritti hanno deciso, votando sulla piattaforma Rousseau e approvandola, la proposta di fare delle alleanze con liste civiche radicate sul territorio, che abbiano portato tematiche coerenti col Movimento. Alleanze con altre forze politiche non sono contemplate”. Ma lei sarebbe d’accordo? “Io credo che la via più giusta sia quella di coinvolgere i cittadini e la società civile”.





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