• Contatti
domenica 19 Luglio 2026
No Result
View All Result
l'Immediato
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere
No Result
View All Result
l'Immediato
No Result
View All Result

Home - Intascavano soldi pubblici per lavorare gli asparagi, frode da quasi un milione di euro. Pizzicate 5 persone

Intascavano soldi pubblici per lavorare gli asparagi, frode da quasi un milione di euro. Pizzicate 5 persone

Di Redazione
17 Settembre 2019
in Cronaca
Condividi su FacebookCondividi su Twitter

Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia, all’esito di complesse e articolate attività di indagine coordinate e dirette in ogni loro fase dalla Procura della Repubblica di Foggia, nella mattinata di oggi hanno dato esecuzione all’ordinanza cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Foggia il 13 settembre 2019, applicativa della misura interdittiva del “divieto di concludere contratti con pubbliche amministrazioni” per 12 mesi e di quella patrimoniale del sequestro dei beni, nei confronti di 5 soggetti. Si tratta di Antonio Carbone 59 anni imprenditore, Francesco Laruccia 78 anni tecnico, Luciano Diodato Ognissanti 57 anni amministratore società bulgare, Filomena Di Fine 54 anni legale rappresentante e Crescenzio Tisio 60 anni legale rappresentante.

Imprenditori, prestanome e tecnici, residenti a Foggia e nella Provincia di Bari, responsabili, in concorso tra loro, del reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche per la lavorazione degli asparagi in danno del “Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale” (F.E.A.S.R.) a sostegno dello sviluppo rurale dei territori dell’Unione Europea. Al centro delle indagini una impresa agricola foggiana che, nel giugno 2015, ha presentato alla Regione Puglia (Autorità di gestione del “Programma di sviluppo rurale della Puglia 2007 — 2013” – Asse I – misura 123 “Accrescimento del valore aggiunto dei prodotti agricoli e forestali finanziato dall’Unione Europea”) una domanda di aiuto per l’acquisto di nuovi macchinari ed attrezzature per la valorizzazione dei prodotti agricoli ed il miglioramento dei processi produttivi.

A corredo della domanda di aiuto, a firma del titolare dell’impresa agricola e di tecnico abilitato (figura prevista dalla disciplina di settore) sono stati presentati tre preventivi di acquisto di macchinari, in relazione ai quali la Regione Puglia, nell’ottobre 2015, ha concesso alla impresa agricola richiedente un aiuto pari a 872.333 euro. Questi tre preventivi, all’esito delle indagini svolte, sono risultati falsi, perché (due dei tre) disconosciuti dai rappresentanti legali delle società che risultavano averli emessi e perché (il terzo) rilasciato da una “società cartiera” amministrata da uno degli indagati. Nel novembre 2015, come previsto dall’iter procedurale di liquidazione del contributo, il titolare dell’impresa beneficiaria ha trasmesso alla Regione Puglia la cosiddetta “relazione giustificativa della scelta del fornitore”, documento controfirmato dal tecnico abilitato, sostituendo le linee di lavorazione proposte in precedenza con macchinari diversi. A questa relazione sono stati pertanto allegati nuovi preventivi per ogni linea di lavorazione prevista nel progetto finanziato.

All’esito della comparazione (di natura economica e tecnica) dei nuovi preventivi, l’impresa agricola ha aggiudicato la fornitura dei macchinari nuovi a due aziende di diritto bulgaro perché avevano presentato il prezzo di vendita più basso e per il fatto di essere, in relazione a non meglio definite o qualificate risultanze più affidabili “nella zona” per ciò che riguardava l’assistenza tecnica e la manutenzione dei macchinari da acquistare. Alla fase di aggiudicazione faceva seguito tra le parti la stipula dei contratti di fornitura e l’emissione delle relative fatture. I preventivi oggetto di comparazione, anche in questo caso, sono risultati emessi da imprese ignare o da “società di comodo” riferibili agli indagati, così come le due imprese aggiudicatane di diritto bulgaro sono risultate riferibili ad uno degli indagati. Oltre a ciò, nel marzo del 2018, gli investigatori dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode “OLAF”, nel corso di un’ispezione presso l’azienda beneficiaria del contributo, grazie ad un accurato esame fisico dei macchinari (che ha evidenziato abrasioni e tagli meccanici praticati sul telaio dei macchinari per impedire l’identificazione del reale produttore) hanno appurato che gli stessi erano stati prodotti diversi anni prima da aziende diverse dalle apparenti fornitrici, circostanza peraltro emersa anche da mirati accertamenti documentali.

Nel corso del controllo sono state inoltre rinvenute ed acquisite copia delle “offerte di fornitura” dei macchinari nelle quali risultavano gli autentici dati identificativi dei macchinari (marca, modello, sigla). 

Di contro, nella copia delle medesime offerte di fornitura presentate dall’azienda beneficiaria del contributo alla Regione Puglia, a corredo della richiesta di finanziamento, le diciture sopra indicate sono state omesse, così da trarre in inganno il “soggetto attuatore” ed indurlo a liquidare il contributo. 

Ad analoghe conclusioni hanno condotto i “controlli incrociati” svolti dagli investigatori dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) presso la sede operativa delle società bulgare apparenti fornitrici dei macchinari. 

In tale occasione è stato difatti accertato che dette società erano prive delle strutture amministrative ed operative idonee alla realizzazione e vendita di macchinari agricoli.

Oltre a parte dei costi apparentemente sostenuti per l’acquisto dei macchinari e delle attrezzature, la Regione Puglia ha riconosciuto all’impresa agricola foggiana anche “Spese generali” (consulenza su installazione di macchinari ed attrezzature) per un importo di euro 186.511,15, documentate da una serie di fatture emesse sempre dalle società fittizie di diritto bulgaro che avevano fornito i macchinari “sulla carta”. 

Anche queste fatture, a seguito degli accertamenti svolti dai funzionari OLAF e dalle Fiamme Gialle foggiane, sono risultate false, posto che nel corso degli accertamenti non è stata rilevata alcuna obbiettiva evidenza documentale comprovante la reale effettuazione di tali prestazioni. 

La Regione Puglia, indotta in errore dagli artifici e raggiri attuati dagli indagati (presentazione di preventivi di comodo, di offerte di fornitura, di contratti e di fatture ideologicamente falsi) ha quindi liquidato alla impresa agricola foggiana (e quindi al suo titolare), tra il novembre 2015 ed il febbraio 2017, un aiuto economico invero non spettante pari ad euro 872.333,08.

Le ulteriori e complementari attività investigative svolte del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Foggia, su delega della locale Procura della Repubblica (acquisizioni ed analisi documentali, indagini patrimoniali e finanziarie), hanno consolidato il quadro di indagine, contribuendo a definire precisi profili di responsabilità nei confronti dei cinque indagati. 

Il solido quadro indiziario così raccolto è stato condiviso dal Tribunale di Foggia, Ufficio del G.I.P. che, con provvedimento del 13.9.2019, ha disposto in pregiudizio del titolare dell’impresa agricola, del tecnico abilitato, dell’amministratore di fatto delle società bulgare che hanno fornito (in apparenza) i nuovi macchinari e dei rappresentati legali delle due aziende foggiane (che nel corso della procedura di selezione del contraente hanno prodotto “preventivi di cortesia” funzionali a turbare la procedura di aggiudicazione) la misura interdittiva del divieto di concludere contratti con pubbliche amministrazioni, per mesi dodici, e quella patrimoniale del sequestro di beni per un valore equivalente di euro 872.333,08, pari al contributo pubblico illecitamente percepito. 

Tags: AgricolturaArrestiFeasrFoggiaregione pugliaTruffaUe
Articolo precedente

Puglia, ecco la legge sulla bellezza che piace al principe Carlo. “Mosaico di una regione ricca di storia”

Articolo successivo

Carabinieri sommozzatori nelle acque del Gargano, trovati tesori dell’antica Roma e di origini etrusche

Articoli correlati

Sparatoria in piazza a San Severo, il gip lascia in carcere il 50enne: “Una ritorsione perché mi avevano crepato di botte”

Incendio sulle colline del Foggiano, fiamme tra arbusti e macchia mediterranea a Motta Montecorvino

La “banda della marmotta” è arrivata nel centro di Foggia, assalto alla Bper di corso Garibaldi

De Benedictis e Chiariello

Ex avvocato Chiariello, revocato il sequestro da 4,3 milioni: il Tribunale dispone la restituzione dei beni

Caporalato nel Foggiano, al via il processo “Terra Rossa”. La moglie del prefetto Michele Di Bari tra gli imputati

Stadio Zaccheria, rilasciato il Certificato di Prevenzione Incendi per il settore Nord Ospiti

Ultime Notizie

Napi Cera
Politica

Autonomia differenziata e sanità, Cera attacca Decaro: “Evoca paure invece di spiegare i problemi della Puglia”

Il consigliere regionale della Lega replica al governatore dopo l'annuncio del ricorso contro la riforma: “Prima risponda su liste d'attesa,...

Sparatoria in piazza a San Severo, il gip lascia in carcere il 50enne: “Una ritorsione perché mi avevano crepato di botte”

Incendio sulle colline del Foggiano, fiamme tra arbusti e macchia mediterranea a Motta Montecorvino

Antonio De Sabato

Inchiesta DDA, De Sabato: “Lo scioglimento per mafia del Comune di Foggia trova nuove conferme”

La “banda della marmotta” è arrivata nel centro di Foggia, assalto alla Bper di corso Garibaldi

RSA di San Nicandro Garganico e Troia, società del gruppo Angelucci condannata a pagare oltre 736mila euro all’ASL Foggia

Quotidiano online registrato presso il Tribunale di Foggia, n. 3/2014 Società editrice: iMEDIA srls P.IVA 03942360714

  • Cookies policy
  • Privacy Policy
IMPOSTAZIONI PRIVACY

Copyright © 2026

No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Inchieste
  • Politica
  • Sanità & Salute
  • Turismo
  • Cultura
  • Sport
  • Puglia
    • Bari
    • Bat
    • Cerignola e 5 Reali Siti
    • Foggia
    • Gargano
    • Grande Salento
    • Manfredonia
    • Lucera e Monti Dauni
    • Regione Puglia
    • San Severo e Alto Tavoliere

Copyright © 2024