Allarme per fiume Ofanto, presenza mercurio 3 volte superiore al livello consentito

Condizioni precarie dopo recenti analisi delle acque. Interviene il Comitato Valle del Carapelle con una lettera inviata ai sindaci di Cerignola, Ascoli, Rocchetta e Candela

È allarme per le condizioni del fiume Ofanto. Il caso lanciato dal Comitato Valle del Carapelle attraverso una lettera inviata al sindaco di Candela Nicola Gatta, al sindaco di Rocchetta Sant’Antonio Valentino Petruzzi, al sindaco di Ascoli Satriano Vincenzo Sarcone e al sindaco di Cerignola Franco Metta. Oggetto della missiva: “richiesta informazioni su eventuali iniziative da prendere per l’inquinamento del Fiume Ofanto”.

“Da qualche settimana – si legge nella lettera firmata dal presidente del Comitato, Giuseppe Capano – è emersa alla luce dei media una situazione spinosa, legata all’inquinamento alle acque del fiume Ofanto, fiume che come ben sapete attraversa anche la provincia di Foggia e in particolare i comuni da voi presieduti. 

I tecnici dell’Arpac, a seguito di rilevamenti nelle zone campane attraversate dal fiume, in particolare l’area del triangolo industriale Teora-Morra-Conza, hanno costatato la presenza di mercurio per almeno 3 volte superiore al limite consentito dalla legge. 

La Provincia di Avellino, in seguito ha provveduto ad inoltrare un’informativa sullo stato di salute del corso fluviale alla Procura della Repubblica e ai comuni irpini, lucani e pugliesi interessati dall’attraversamento del fiume. 

Questa situazione – continuano dal Comitato -, ha portato successivamente il sindaco di Calitri, Michele Di Maio, ad emettere l’ordinanza numero 16 del 30/07/2019, con la quale dispone il divieto assoluto di utilizzo dell’acqua del fiume Ofanto a qualsiasi fine, compresi gli usi irrigui e zootecnici lungo l’intero tratto comunale, nonché di emungimento ed utilizzo dell’acqua dei pozzi privati, autorizzati e non, insistenti lungo l’intero tratto del fiume, eventualmente alimentati dal fiume stesso. 

Pertanto, vista la situazione, il Comitato chiede ai sindaci “delucidazioni riguardo le eventuali iniziative che avete intenzione di intraprendere, volte a tutelare l’incolumità dei terreni agricoli irrigati con le acque del fiume e la conseguente salute dei cittadini”.



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