Equipe di “angeli” salva bambina con elisoccorso sul Gargano. Lacrime di gioia dopo grande paura

“La mamma al mio fianco che le cantava la sua canzoncina mentre piangeva a valanga”. Il racconto commovente di un’infermiera

Una bambina salvata con l’elisoccorso sul Gargano. A raccontare una storia drammatica ma dal lieto fine, ci pensa l’infermiera foggiana Jole Figurella, da anni al fianco di chi soffre, anche in qualità di clowndottore.

“Questa volta le mie lacrime sono di gioia – scrive -. È la storia di Alice, la piccola Alice di soli sei mesi che oggi ha rischiato la vita per una fatalità, un evento cardiorespiratorio patologico che ha provocato un’ipossia grave ed una compromissione del sensorio fino alla perdita di coscienza da ipossia. Ma tutto, ringraziando il Signore, è finito a lieto fine.
Momenti di panico ma affrontati con estrema lucidità perché l’unico e indispensabile obiettivo era salvare Alice. Tante sono le cose accadute durante il soccorso ma ciò che come un film scorre nella mia mente è il corpicino della bimba che per tutto il volo ho tenuto in braccio cercando di rianimarla. La mamma al mio fianco che le cantava la sua canzoncina mentre dal suo volto scendevano lacrime a valanga e il miracolo più grande è stato sentire Alice piangere forte appena arrivati a San Giovanni Rotondo.

Non posso che elogiare il coraggio e la professionalità dimostrate da tutti coloro che oggi hanno contribuito a questo successo – aggiunge –, perché è davvero un lavoro di squadra che parte dal grande lavoro di coordinamento della CO 118 con il dottore Vincenzo Colapietro che grazie a intuito e professionalità ha attivato senza perdere tempo l’elisoccorso. Grazie ai colleghi della postazione 118 di Vieste presenti e tempestivi sul posto, un grazie speciale ad Antonio De Simio che ha coordinato da terra l’atterraggio dell’elicottero nel posto più vicino al villaggio e un grazie al personale 118 di San Marco in Lamis che ha preso in carico la bambina per ospedalizzarla. Un grazie speciale alla mia squadra – conclude -, al comandante, al tecnico e al rianimatore per l’intesa speciale che ci unisce in ogni missione”.



In questo articolo: