Mafia: nuovo schiaffo al clan di Mattinata, addio al business delle barche sul porto cittadino

Lo Stato non dà tregua ai Silvestri. È iniziata sotto i migliori auspici l’era del prefetto Raffaele Grassi, intenzionato più che mai a restituire legalità lungo la costa garganica

Pietra tombale sugli affari del clan Silvestri di Mattinata che dice addio al servizio di locazione e noleggio di natanti da diporto, un business attorno al quale si sono concentrati buona parte degli introiti della famiglia malavitosa. L’attività, sorta per finalità ricreative o per usi turistici di carattere locali, cessa immediatamente in quanto ritenuta a carattere mafioso in un recente provvedimento della Capitaneria di Porto spiccato nei confronti dei Silvestri. È stato notificato alla ditta “Silvestri Felice” il provvedimento che annulla a tutti gli effetti le Comunicazioni di inizio-prosecuzione attività.

Felice Silvestri dovrà presentarsi presso gli uffici della Capitaneria di Porto di Manfredonia “per riconsegnare le copie delle Comunicazioni vistate – si legge nel provvedimento – nonchè ogni esemplare delle stesse, anche in copia fotostatica, in suo possesso”.

Da accertamenti effettuati “è emerso che tali comunicazioni risultano irregolari, con particolare riguardo a quanto autocertificato relativamente alla mancata sussistenza a proprio carico di cause di divieto, decadenza o sospensione indicati nelle vigenti disposizioni contro la delinquenza di tipo mafioso”.

La Capitaneria di Porto pone così fine all’egemonia del clan lungo la costa mattinatese. L’ennesimo duro colpo dopo quelli subiti negli scorsi mesi: tra tutti la chiusura del ristorante “La Veranda” (poi ribattezzato “Le Terrazze”), riconducibile al boss e patriarca della famiglia, Leonardo Silvestri. L’ultima operazione in ordine di tempo, invece, riguarda l’abbattimento dell’abitazione riconducibile a uno dei Silvestri, costruita sul piazzale portuale e, soprattutto, su un’area archeologica dal rilevante valore patrimoniale. Resta ancora in piedi la vicenda riguardante il faro abusivamente occupato sempre dalla stessa famiglia.

È iniziata sotto i migliori auspici l’era del prefetto Raffaele Grassi, intenzionato più che mai a restituire legalità lungo la costa garganica.