Lega spaccata a Foggia, consiglieri si autosospendono dal partito. “Vacca e La Torre non ci rappresentano”

Salviniani ai ferri corti. Duro atto di accusa di Fiore, Di Fonso & company. “Quei nominativi soddisfano posizioni personali di qualcuno”. Nel mirino Raimondo Ursitti

I consiglieri comunali di Foggia, Massimiliano Di Fonso (record di preferenze alle ultime amministrative con 1500 voti), Alfonso Fiore (circa 800 voti all’ultima tornata) e Liliana Iadarola (circa 700), alla luce delle decisioni intervenute per la definizione della compagine di giunta in rappresentanza della Lega, hanno deciso di autosospendersi dal partito, assumendo quindi un ruolo di formale indipendenza.

I 5 consiglieri capitanati da Alfonso Fiore e con lo special one Massimiliano Di Fonso non si sentono rappresentati dai due neo assessori Paolino La Torre (Urbanistica e vicesindaco) e Raffaella Vacca (Servizi Sociali).
“Il partito ha deciso in autonomia di indicare quei nominativi che soddisfano posizioni personali di qualcuno. Come gruppo ci autosospendiamo, non usciamo dalla Lega, come invece va dicendo qualcuno”, è il commento del capogruppo Alfonso Fiore a l’Immediato.

Questa la scelta definita al termine di una riunione al termine della quale è stata diffusa la seguente nota.

“I recenti sviluppi che hanno spinto il Partito della Lega ad indicare due assessori in seno alla Giunta Comunale di Foggia in aperto contrasto con la ricerca ancora in atto di una volontà condivisa, costituisce un grave atto di prevaricazione che da un lato vorrebbe minare la coesione della compagine consiliare, dall’altro offende e mortifica quanti hanno concorso, con il proprio consenso popolare, a far registrare il successo elettorale della Lega,in buona parte determinante per la stessa vittoria del candidato sindaco del centrodestra al Comune di Foggia”.

“ Questa volontà costruita senza alcun metodo politico, manifestata con chiari intenti che nulla hanno a che vedere con in principi del rinnovamento invocato da Salvini, ha tratto ispirazione da personaggi approdati alla Lega sulla scia di ambizioni personali non supportate dal consenso popolare e che vedono in Raimondo Ursitti il suo maggiore, instancabile protagonista”.

“Abbiamo battuto la Città di Foggia in ogni angolo per chiedere fiducia ai nostri concittadini, superando enormi difficoltà dettate da logore visioni della politica ancora oggi indossate da altrettanto logori personaggi che cavalcano la politica per mestiere, giocando a tutto campo per restare al centro del sistema di potere che pesa ancora su una Città che, invece, chiede a gran voce il rinnovamento della sua classe dirigente. Adesso, con questa forzatura calata dall’alto, il cui rischio era stato già ampiamente denunciato, il partito ci costringe a rompere in maniera netta, visto che il dialogo democratico interno risulta compromesso, essendo inefficace anche la denuncia di una situazione insopportabile, contraria ad ogni logica perché ispirata da chi vede solo nel proprio tornaconto il cardine del proprio impegno”.

“Dunque una strada dolorosa ma doverosa quella che siamo costretti a scegliere per il rispetto che dobbiamo mantenere intatto verso il popolo che ci ha affidato un voto e che ora altri credono di schiacciare con i classici giochi in auge nella prima repubblica in cui sono stati eccellenti protagonisti. Una condizione che certo non penalizza noi, ma la Lega e i simboli del suo rinnovamento al magnesio”.

“Speravamo che almeno il sindaco Landella, che è il primo consigliere dell’Assise cittadina, comprendesse quanto fosse più importante l’unità della maggioranza dell’Aula rispetto alle liturgie portate avanti da avventurieri della politica dalla quale intendiamo marcare una distanza netta, senza si è senza ma. Assumeremo quindi, già dalla prossima seduta consiliare, una funzione politica indipendente, nella speranza che almeno questo atto aiuti a riportare la politica del nuovo a sconfiggere la politica del vecchio, di cui purtroppo alcuni non riescono ad intuire i danni che ne scaturiranno”.