Asi Foggia, giorni caldi per la presidenza. Ecco i papabili per il Consorzio

Il commissario Santi Giuffrè intende andare avanti con l’attuale consiglio, privo sempre di un componente dopo le dimissioni di Fabio Porreca

Siamo aperti al dialogo e al confronto, le imprese del territorio della provincia di Foggia hanno bisogno di sentirsi rappresentate da un Presidente del consorzio ASI che abbia le competenze e le capacità per favorire lo sviluppo del territorio e delle imprese che vogliono investire nella nostra provincia. Non condividiamo le scelte calate dall’alto magari in conflitto di interessi con le attività proprie del Consorzio”.

Con queste parole entra nella discussione del nuovo candidato alla presidenza del Consorzio Asi di Foggia, Francesco Caccavo, presidente della Confapi Foggia, associazione datoriale delle PMI della provincia di Foggia, con un proprio Centro Studi ed una propria sezione degli edili denominata Confapi Aniem.

Il commissario Santi Giuffrè intende andare avanti con l’attuale consiglio, privo sempre di un componente dopo le dimissioni del presidente della Camera di Commercio Fabio Porreca, per il caso Riccardi. Oggi la Provincia insieme alla Cciaa potrebbe indicare nuovamente lo stesso Porreca, mentre il Comune rappresentato dal sindaco Franco Landella potrebbe continuare con l’espressione sindacale. Manca il presidente, ultimo membro del CdA. In queste settimane, non è un mistero, si sono fatti i nomi del sindacalista Cisl Sergio Colecchia, dell’ex capogruppo Pd Augusto Marasco e c’è chi ipotizza anche l’ingegner Pippo Cavaliere. È stato avanzato anche il nome del giovane imprenditore Raffaele De Nittis.

Ebbene, dalla Confapi presente nell’Asi con il suo consigliere Emilio Paglialonga, spingono per un imprenditore.

L’associazione di categoria rappresenta oggi la sintesi di un ampio sistema composto da 83000 imprese con oltre 800mila addetti che applicano i 13 Contratti nazionali di lavoro firmati da Confapi, 55 sedi territoriali e distrettuali e 13 Unioni nazionali di categoria! Lo sviluppo del territorio ruota intorno alle PMI locali e la Confapi Foggia si è resa fin da subito disponibile per favorire tale sviluppo.

A tal proposito il Presidente Confapi Foggia consegna a l’Immediato un’analisi impietosa della situazione economica del nostro territorio.

I numeri dello Svimez recapitano un panorama allarmante: il Pil procapite è in continuo calo; ma un dato che deve far riflettere è il – 25% di flussi turistici sulle coste di tutto il Paese. Un dato che testimonia la crisi profonda che le famiglie vivono. I giorni di vacanza si riducono a circa una settimana all’anno e in questo contesto il Gargano purtroppo non ha saputo intercettare i notevoli flussi gestiti dai tour operator ed i nostri associati del settore turistico lamentano una stagionalità troppo bassa.  Sicuramente mancano alcune infrastrutture fondamentali per lo sviluppo come un efficiente aeroporto ma purtroppo manca anche un sistema turistico che metta in rete il territorio sul modello di quello che è stato fatto in Salento con pochi mezzi pubblici e pochissimi infopoint turistici. Per ciò che riguarda i Monti Dauni e l’alto ofantino, noi di Confapi siamo stati sensibili a questi territori. Purtroppo la popolazione nei Monti Dauni è scesa a circa 40 mula abitanti e quindi tutto il Subappenino ha meno residenti di un Comune come Lucera. In queste aree non si rigenera nuova economia, i giovani emigrano e quindi occorre favorire nuovi insediamenti, nuove imprese e attivare soprattutto il settore dei Servizi. La Confapi Foggia si rende fin da subito disponibile gratuitamente per intercettare finanziamenti e risorse per aprire nuove imprese nelle zone Asi e nelle zone Pip dei singoli comuni”.

Francesco Caccavo

Nuove opportunità nel settore delle energie rinnovabili si stanno aprendo per quei territori, precisa Caccavo.

Nuovi gruppi nazionali desiderano investire in Puglia e nei Monti Dauni in particolare.  Anche se non vi è più il contributo in conto energia, grazie alle nuove tecnologie il costo per ogni Megawatt prodotto si è ridotto al 20%. Ciò apre nuove opportunità per i proprietari terrieri e le aziende agricole che possono ottenere nuove opportunità sul territorio”.