Landella già isolato, solo “appoggio esterno” dalla Lega. Il sindaco: “Pronto a dimettermi”

Netto il primo cittadino: se i dirigenti regionali dei partiti gli daranno dei nomi condivisi è pronto a completare la Giunta e ha assicurato che “le dinamiche del passato non valgono oggi”

“La pazienza ha avuto un limite. Sono pronto anche domattina ad andarmene a casa, se questo comportamento travolgerà l’atto di bilancio. Sono pronto domattina a dimettermi per responsabilità politica del governo della città. Sono stanco di questo teatrino che la città non merita”.

Il sindaco Franco Landella è netto: se i dirigenti regionali dei partiti gli daranno dei nomi condivisi è pronto a completare la Giunta e ha assicurato che “le dinamiche del passato non valgono oggi”, perché ha spiegato “non mi sognerei mai di mandare a casa un eletto nominato assessore”.

Ma la Lega non intende entrare con gli eletti. Lo dice chiaramente Max Di Fonso a l’Immediato, che parla di una balcanizzazione di Forza Italia, che ha 5 assessori, un sindaco e un presidente del Consiglio. “Ci sono stati atteggiamenti indegni, se dopo 50 giorni non si è arrivati alla nomina di una Giunta, un mea culpa lo deve fare anche questa maggioranza”, ha rilevato l’ex candidato sindaco del centrosinistra Pippo Cavaliere.

“È andata in scena la controprova sull’unità del centrodestra. Non era vera in campagna elettorale con le Primarie e non è vera oggi”, ha osservato Leo Di Gioia. E rivolto al sindaco: “Hai fatto sembrare la debacle della tua maggioranza il fallimento del Consiglio comunale. La tua maggioranza non c’è, si è disgregata sulle questioni di più basso carotaggio. Oggi noi abbiamo onorato l’istituzione, nonostante la vostra sgarbatezza istituzionale, si è voluto marchiare Iaccarino come un accordo pre elettorale. Ci aspettiamo da Iaccarino le tutele, ma viene eletto con meno voti di quelli che avrebbe potuto avere. Il mio invito è ad eliminare la retorica della minoranza, è evidente che non possiamo essere noi a risolvere le vostre divisioni. La città non può permetterselo. Non scarichiamo in quest’aula le frustrazioni personali, la città si merita una classe dirigente all’altezza. Facciamo in modo di ritrovare un galateo adeguato alla fascia e ai ruoli. Io vedo un sindaco più maturo e più capace di analizzare i risvolti politici, facciamo valere questa maturità”.

Il leader consiliare del centrodestra Bruno Longo è stato netto. “Non sono contento di come sono andate le cose in aula, si è creata molta confusione, ma la maggioranza ha eletto il presidente del Consiglio. Ci sono delle questioni aperte, che devono essere ricomposte”.
Forte la critica ai lavori da parte del PD: “La maggioranza si spacca sulle poltrone alla prima seduta del Consiglio. Teatrino politico vergognoso”, hanno dichiarato in maniera congiunta la consigliera comunale Lia Azzarone, segretaria provinciale dem e Davide Emanuele, segretario cittadino di Foggia.

“Il centrodestra si spacca per una poltrona, rivendicata dalla Lega e ottenuta da Forza Italia grazie anche al voto, irrituale, del sindaco Franco Landella- proseguono- Sommando i voti dei gruppi di minoranza, 12, e le astensioni dei leghisti, 5, rispetto ai 33 componenti del Consiglio emerge con chiarezza quanto sia debole e malmesso il centrodestra appena 50 giorni dopo le elezioni. Non è una buona notizia per Foggia e i foggiani. La città ha necessità di essere governata e bene, e oggi si è chiarito che alla maggioranza interessano più le poltrone e gli incarichi da spartire che i problemi da risolvere e i programmi da attuare”.