Foggia perde un assessorato, Emiliano si fida solo di Piemontese dalla Bat in su. Agricoltura a Pentassuglia?

Sono lontani i tempi in cui Di Gioia, primo degli eletti della lista Emiliano sindaco di Puglia, veniva acclamato e difeso in Camera di Commercio, quando il territorio spuntò, davanti a tante riserve salentine, l’assessorato all’Agricoltura

Pezzi da novanta di Confagricoltura e Coldiretti del territorio di Capitanata hanno salutato con serenità le nuove dimissioni di Leo Di Gioia dall’assessorato all’Agricoltura. Sono lontani i tempi in cui il politico civico, primo degli eletti della lista Emiliano sindaco di Puglia, veniva acclamato e difeso in Camera di Commercio, quando il territorio spuntò, davanti a tante riserve salentine, l’assessorato all’Agricoltura.

Oggi con il Psr a forte rischio, le tante proteste dei gilet gialli – che fanno dire a molti che Emiliano per recuperare appeal dovrebbe nominare il leader della protesta Spagnoletti Zeuli, ma non si possono chiamare esterni pertanto il Governatore dovrà guardare all’interno della sua maggioranza consiliare – e gli scarsi 700 voti (e circa 4mila della sua lista Senso Civico) raccolti alle amministrative di Foggia, la sconfitta del centrosinistra extralarge di Pippo Cavaliere e le nomine non gradite all’Arif, Leo Di Gioia non poteva che dimettersi dal suo ruolo, dove è ormai inviso a tutto il segmento pugliese.

“Di Gioia accetterà la presidenza dell’Ismea, starà fermo uno o due giri e poi si ricandiderà probabilmente con la Lega”, dice un suo strettissimo collaboratore. Se il Governo del cambiamento dovesse durare, le cose per lui sarebbero più semplici, potrebbe strappare la capolistatura e potrebbe appoggiare apertamente Rosario Cusmai, segretario regionale di Italia in Comune e suo alter ego civico con Emiliano, nel 2020. A Bari Cusmai è considerato in questo momento l’uomo foggiano più vicino al Governatore.

Bolla come “fantapolitica” l’ipotesi, apparsa sul Corsera, di una candidatura del commercialista foggiano addirittura come presidente della Regione, l’altro Cusmai, Daniele, segretario provinciale della Lega.

“È un aspetto che cura il tavolo regionale di cui fa parte il nostro Segretario, On. Luigi D’Eramo”, ratifica il dirigente vichese, pronto a candidarsi per il Gargano alle prossime regionali nella Lega, in netta contrapposizione con molti altri candidati che fanno capolino, da Luigi Miranda a Joseph Splendido fino ad Alfonso Fiore.

I nomi per una eventuale presidenza leghista sono altri: l’onorevole Rossano Sasso, Nuccio Altieri, l’ex sindaco Nicola Giorgino che però ha contro il centrodestra andriese, compreso Nino Marmo, come egli stesso conferma a l’Immediato, e i due europarlamentari Andrea Caroppo, sostenuto dall’ex sottosegretario all’Interno Mantovano, e l’amico di Matteo Salvini: Massimo Casanova. Chiunque nella Lega ha più chance di Leo Di Gioia. E forse ne ha di più finanche Giandiego Gatta, se volesse sobbarcarsi dei costi della sfida.

Che ne sarà della poltrona agricola per la Capitanata? La provincia di Foggia rimarrà sottorappresentata? In queste ore aumentano i rumors. Il centrista Napi Cera non è interessato alla poltrona. Difficile poter prevedere il mantenimento di due assessorati in provincia di Foggia. Al momento, l’unico a tenere le deleghe per il nord della Puglia è Raffaele Piemontese. Quest’ultimo non pare essere orientato all’interim, ma stando ai bene informati non può essere un piddino il prossimo assessore all’Agricoltura, pena l’implosione e lo sconquasso del gruppo dem. Né Paolo CampoDonato Pentassuglia, la cui nomina è osteggiata da Michele Mazzarano.