Ma quale giornata storica, il Contratto di Conte è solo fumo negli occhi. “Interventi senza nessun filo logico”

Il sindaco di Biccari: “Ne viene fuori una Capitanata profondamente divisa, dove le distanze e le diseguaglianze tra i territori sono destinate ad aumentare ancor di più”

Si è gridato alla giornata storica e alle presunte “valanghe di soldi” per la provincia di Foggia. Populismo spiccio da social che va a cozzare con la realtà dei fatti. La somma destinata al Contratto di Sviluppo della Capitanata, circa 300 milioni, è tra le più basse nella lista dei Cis. E c’è già chi, sconsolato, vede arrivare le briciole al proprio territorio. Dopo le parole del presidente della Camera di Commercio, Fabio Porreca che ha parlato di svolta epocale mancata, ha commentato il contratto anche Gianfilippo Mignogna, giovane sindaco di Biccari.

“C’è un po’ di tutto e molto di niente – ha scritto Mignogna -. Il niente, in particolare, è per i Monti Dauni ancora una volta umiliati nella ripartizione delle risorse. Il Contratto Istituzionale di Sviluppo è più simile ad un insieme di interventi localistici per soddisfare questo e quello, senza nessun filo logico, nessuna visione generale, nessuna idea di territorio nel breve e lungo periodo. Non si comprendono i criteri oggettivi (ce ne sono?) che hanno determinato queste scelte. Di sicuro, ne viene fuori una Capitanata profondamente divisa, dove le distanze e le diseguaglianze tra i territori sono destinate ad aumentare ancor di più. Con il CIS si doveva immaginare il Futuro della nostra Terra. Evidentemente per più di qualcuno i Monti Dauni fanno già parte del passato”.

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