“Gold Rush”, banditi di Foggia e San Severo in azione. Forse gli stessi che colpirono al GrandApulia

Nelle intercettazioni presenti nell’ordinanza cautelare, i malviventi dicevano: “Stanno pattugliando l’ira di Dio. Sta il bordello”, riferendosi alle difficoltà di agire a causa dell’imponente servizio di controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine

Procura e Arma dei Carabinieri hanno dato lo scacco matto all’efferata banda di rapinatori foggiani e sanseveresi. L’operazione “Gold Rush” (febbre dell’oro) messa a segno questa mattina, ha portato all’arresto di 7 persone, alcune delle quali appartenenti al clan Sinesi-Francavilla, egemone nel capoluogo dauno. Nel video prodotto dagli inquirenti, è emersa tutta la spregiudicatezza del gruppo criminale che assaltava soprattutto gioiellerie e che arrivò persino a compiere una tentata estorsione verso un cittadino che, grazie ad una segnalazione, sventò una rapina alla “Ciletti” di Foggia. Al “disturbatore” furono chiesti soldi “a titolo di risarcimento”.

Nelle intercettazioni presenti nell’ordinanza cautelare, i malviventi dicevano: “Stanno pattugliando l’ira di Dio. Sta il bordello”, riferendosi alle difficoltà di agire a causa dell’imponente servizio di controllo del territorio da parte delle forze dell’ordine. Centrale nell’inchiesta il colpo da 365mila euro al “Follie d’oro” di Lucera all’interno del centro commerciale “Antica Fornace”. Secondo il comandante dei carabinieri, Marco Aquilio ci sarebbero molti elementi che collegherebbero la banda anche alla rapina da “Sarni Oro” nel noto “GrandApulia” ad Incoronata. Indagini sono ancora in corso.

Manette ai polsi, dunque, per Alessandro Aprile, 35enne, già detenuto per altra causa, dei suoi fratelli Giuseppe e Domenico, rispettivamente di 31 e 38 anni, di Giuseppe Spiritoso, 62enne, già detenuto per altra causa, di Arnaldo Sardella, di 33 anni, già detenuto per altra causa, di Nazario Carovilla, 34enne, già detenuto per altra causa, e di Alessio Piemontese, di 35 anni per i reati, commessi a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine, ricettazione, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi comuni da sparo.

Stando alle indagini, promotori e capi dell’associazione a delinquere, erano Alessandro Aprile e Nazario Carovilla, il primo vicino alla “Società Foggiana”, legato ai Sinesi, il secondo appartenente a gruppi criminali di San Severo. Anche Sardella è sanseverese, recentemente coinvolto nel blitz “Ares” nella città dell’Alto Tavoliere. “Questa operazione ha svelato ancora una volta i forti collegamenti tra Foggia e San Severo”, ha evidenziato il pm Antonio Laronga.