Ecco come San Pio è diventato patrono della Protezione civile

Il racconto del volontario Luigi Mangiacotti, da cui è partita anche l’idea del raduno a San Giovanni Rotondo

E’ nata nel 2017 l’idea di un raduno nazionale dei volontari della protezione civile a San Giovanni Rotondo. L’idea è stata di Luigi Mangiacotti, 70 anni, volontario da 40 anni, fondatore del Gruppo Soccorritori Gamma 27 proprio nel paese garganico. L’ha condivisa due anni fa con Ruggiero Mennea, presidente del comitato regionale permanente di Protezione Civile regionale, delegato dal Governatore Emiliano. “Fino a quel momento i raduni si erano sempre tenuti quasi sempre al nord, in Lombardia in modo particolare. Perché non poterne organizzare uno anche a San Giovanni Rotondo, visto che San Pio è il protettore dei volontari della protezione civile?”.

Una “nomina” di cui, peraltro, fu promotore proprio Mangiacotti, che dall’81 è in sedia a rotelle in seguito ad un incidente. Accadde nel lontano 1999: “Con un mio grande amico, il poeta Giovanni Scarale, stavamo pensando a qualcosa che potesse lasciare il segno nel campo del volontariato a San Giovanni Rotondo. Mi venne in mente di proporre la nomina di San Pio a Santo Protettore dei volontari. Chiesi ad un amico giornalista, Giulio Siena, di verificare se già esistesse un protettore dei volontari e lui scoprì che non c’era. Quindi contattai Padre Gerardo Di Flumeri per capire come poter fare e successivamente, con l’aiuto di una grandissima amica, la coordinatrice nazionale del volontariato di protezione civile, Patrizia Cologi, e su input dell’ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, facemmo partire una raccolta di firme. Fu un successo, il quotidiano Avvenire fece anche un titolo. E nel 2004 finalmente dal Vaticano arrivò l’annuncio che San Pio, da quel momento, sarebbe stato il Santo Protettore dei volontari di Protezione Civile”.

“Due anni fa ho incontrato per la prima volta il consigliere Mennea”, aggiunge Mangiacotti, “gli ho proposto l’organizzazione del raduno a San Giovanni Rotondo. Lui mi promise che si sarebbe attivato e lo ha fatto: tre mesi fa mi ha chiamato per darmi questa splendida notizia ed oggi sono qui, insieme ai volontari di tutta Italia. Un momento indimenticabile”.