Politiche sociali, Cerignola punta tutto su minori e immigrazione. “Progetti all’avanguardia”

L’assessore: “Abbiamo il dovere di immedesimarci nei cittadini, ai quali dobbiamo anzitutto delle risposte. Io sono partito dall’organizzazione degli uffici”. Da 6 dipendenti a 30 operatori

Terza edizione degli Stati Generali delle Politiche Sociali, promossi anche quest’anno dall’Ambito Territoriale di Cerignola, presso il complesso monumentale di Torre Alemanna. I vari attori politici e tecnici della provincia e della Bat hanno riflettuto sul tema “Welfare, famiglia e minori: la Puglia inclusiva tra innovazioni e servizi”. L’evento, unico nel suo genere, ideato dall’Ambito ofantino e patrocinato da Regione Puglia, Provincia di Foggia e Comune di Cerignola, ha permesso nella prima giornata di accendere i riflettori sulla necessità delle politiche sociali nei vari territori, per provare a scambiare buone prassi.

 

 

Padrone di casa insieme al sindaco Franco Metta presente per i saluti, l’assessore al Welfare del Comune di Cerignola Rino Pezzano e don Michele, parroco di Borgo Libertà, per un territorio che ha sposato l’idea di servizio ai cittadini. Nell’ambito di Cerignola c’è una nuova generazione di giovani operatori e formatori che avanza nei servizi, in un contesto di rinascita e di buona occupazione, dal momento che l’ambito interessa anche il contesto delle parrocchie con la compartecipazione degli oratori.

Alle varie tavole rotonde hanno partecipato i sindaci della Puglia, da Antonio Tutolo che con l’ambito di Lucera governa le politiche sociali di 40 Comuni e lotta per la sfida contro lo spopolamento, a Leonardo Cavalieri di Troia con i 16 Comuni dei Monti Dauni, fino al sindaco di San Ferdinando Salvatore Puttilli, e Altamura, un ambito di soli 4 Comuni, Altamura, Gravina, Poggiorsini e Santeramo di oltre 240mila abitanti.

Sono tante le criticità e le problematiche nel welfare in tempi di crisi e ristrettezze economiche per gli Enti Locali. “I Servizi sociali sono il settore più difficile per un’amministrazione, il meno gratificante. Una piazza resta, le iniziative culturali anche ma chi si occupa di servizi sociali deve guardare quotidianamente negli occhi i più deboli”, ha detto il primo cittadino di Lucera, riconfermato Tutolo. “Il sindaco è il primo scemo della città che si abbraccia la croce e spesso è lasciato solo, è un front office. Con quali risorse i Comuni possono evitare lo spopolamento? Abbiamo risorse limitate se solo per la spesa per l’affido dei minori il mio Comune spende 900mila euro, la parte più importante del bilancio”.

Quella dell’affido dei minori nelle case famiglia per sentenze del Tribunale è attualmente una delle voci più cospicue dei Piani sociali di zona, una spesa non programmabile e che spesso si traduce in debiti fuori bilancio. I sindaci chiedono un intervento diverso della Regione. “Avevo ereditato un ambito disastrato commissariato, ora i servizi sono stati riattivati e non solo per restare sulla carta, per i minori dovremmo essere capaci di intervenire e prevenire le situazioni prima dell’intervento del giudice. Il welfare regionale tende ad omegeneizzare i servizi, noi dovremmo cercare di essere più liberi, anche dal Piano Povertà ci si aspettava maggiore flessibilità e invece le risorse sono vincolate”, è stato il commento di Cavalieri.

Andare incontro al disagio, convenzionare i centri dell’ascolto già presenti grazie al Piano Povertà, sfoltire la pastoia burocratica, è la mission dell’Ambito di Altamura.

Il Comune di Cerignola col suo Ambito ha realizzato una piccola rivoluzione di prassi virtuose, che oggi sono state ripercorse dall’assessore Rino Pezzano che ha puntato tutto sulla “tranquillità psicologica per affrontare le disperazione del disagio”.

“Abbiamo il dovere di immedesimarci nei cittadini, ai quali dobbiamo anzitutto delle risposte. Spesso le risposte ai cittadini, per la pressione e la mancanza di risorse umane, sono scontrose. Io sono partito dall’organizzazione degli uffici. Ho ereditato 6 dipendenti per 60mila abitanti, ho una dirigente che era a digiuno, perché proveniva dall’Urbanistica. Bene, è scattato un patto tra amministratori e dipendenti, tra politica e struttura tecnica. Da 6 dipendenti con le esternalizzazioni siamo arrivati a 30 unità dislocando i servizi”, ha spiegato Pezzano alla platea e poi anche a l’Immediato.

Un ufficio secondo l’assessore e vicesindaco di Cerignola, deve essere accessibile a tutti “a prescindere dalla conoscenza del politico o dell’amico”. Ecco perché è stato collocato a piano terra, a misura d’uomo, con ben tre ramificazioni: servizi sociali, ufficio di piano e sportello welfare, che a sua volta si divide in segretariato sociale, Sua e Orientamento lavoro.

“Quando arrivi, almeno trovi le risposte. Oggi l’urgenza che noi viviamo è quella del lavoro, i cittadini hanno bisogno di essere guidati per capire quali sono le opportunità, c’è lo smarrimento anche nella compilazione di un curriculum o nell’affrontare un colloquio. Noi abbiamo dotato l’ente di un’organizzazione e stiamo facendo bandi di concessione, grazie ai buoni servizio. Paradossalmente più spendi più ti danno. Siamo passati da 100mila euro ad 1 milione di euro, ci sono tanti ambiti che non spendono e le risorse sono rimesse in circolo dalla Regione”.

Sul tema minori, Cerignola è all’avanguardia, paga meno di 450mila euro di rette all’anno, grazie al progetto di buoni servizio dell’Ade, l’assistenza domiciliare educativa. Cerignola è anche avanti per l’Immigrazione, grazie all’attivazione dello sportello dedicato a Stefano Fumarulo, anche per le politiche migratorie ci sono risposte concrete e immediate per gli utenti.