Decapitati i clan di San Severo, tra gli arrestati nel blitz “Ares” anche pezzi da Novanta come il boss Testa

Indagini partite dall’omicidio di Michele Russi, morto ammazzato in un salone da barbiere circa sette mesi fa. Un fatto eclatante che mostrò tutta l’efferatezza della criminalità dell’Alto Tavoliere

Un colpo durissimo alla mafia di San Severo. Nelle scorse ore la polizia ha stroncato gli affari dei clan Nardino, Testa e La Piccirella. Tra gli arrestati anche il boss, Severino Testa. Indagini partite dall’omicidio del boss Michele Russi detto “Lilino Coccione”, morto ammazzato in un salone da barbiere circa sette mesi fa. Un fatto eclatante che mostrò tutta l’efferatezza della criminalità locale.

Ben 54 gli arresti, eseguiti anche nelle province di Milano, Rimini, Fermo, Ascoli Piceno, Campobasso, Pescara, Teramo, Napoli e Salerno. Sgominati i traffici di droga, gestiti dai sanseveresi che smerciavano soprattutto cocaina, ricevuta dall’Olanda e smistata in giro per l’Italia.

I dettagli del blitz, denominato “Ares”, saranno resi noti in una conferenza stampa in programma alle 11 alla Corte d’Appello di Bari alla quale parteciperanno il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, i procuratori di Bari e Foggia Giuseppe Volpe e Ludovico Vaccaro, il direttore della Dac della Polizia Francesco Messina, il direttore dello Sco Fausto Lamparelli e il questore di Foggia Mario Della Cioppa.

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