Barriere architettoniche e superficialità: la lotta alla disabilità è una grande festa con lo “Smile Day”

“É triste vedere che in città come San Severo, e purtroppo in tante altre, i ragazzi non possono prendere un treno, un autobus o passare da un marciapiede all’altro”, spiega la famiglia Tarantino

Emozione e condivisione sono stati gli ingredienti dell’appuntamento annuale della manifestazione dello Smile Day. Svoltasi a San Severo il 29 maggio scorso, la manifestazione, organizzata dall’associazione di volontariato “La Città dei Colori”, ha visto la partecipazione di una famiglia sensibile alle tematiche della disabilità. Ospite di quest’anno, la famiglia Tarantino che ha raccontato l’emozione provata. “Calore umano, commozione, autenticità, impegno, solidarietà, gioia e fede si sono respirati tra i circa 350 partecipanti ritrovatisi presso il Centro Congressi “Orchidea Blu” di San Menaio. La giornata è stata caratterizzata dalla Santa Messa presieduta dal Vescovo, Don Gianni Checchinato, da una breve testimonianza e da giochi, balli e pranzo comune.

“A distanza di giorni gli occhi penetranti di quei ragazzi, delle loro combattive famiglie e dei generosi volontari si sono impressi nei nostri cuori unendo ancor di più la nostra famiglia – spiegano Leonardo, Marina, Andrea e Giuseppe Tarantino -. Abbiamo compreso che la vita si colora grazie ai loro sogni e alla loro voglia di vivere e lottare. Le battaglie quotidiane, le denunce silenziose e non che fanno con i loro gesti e le loro parole, in una società troppo spesso disattenta verso queste persone speciali, colorano la vita di speranza e di forza. Lottare per i diritti delle persone diversamente abili significa colorare la vita di raggi di sole che illuminano e sconfiggono la superficialità con cui troppo spesso rispondiamo a ciò che semplicemente spetta loro. Siamo rimasti letteralmente colpiti dalla determinazione e dal coraggio con cui queste persone reagiscono alle ingiustizie commesse da politiche sociali piuttosto miopi. É triste vedere che in città come San Severo, e purtroppo in tante altre, esistano ancora quelle incivili barriere architettoniche che impediscono a questi ragazzi di prendere un treno, un  autobus, di passare da un marciapiede all’altro, di entrare in una chiesa  piuttosto che in un negozio, una scuola o di parcheggiare una macchina. Non basta la vergogna che dovremmo avere e nemmeno le scuse che dobbiamo loro: occorre invece lottare con loro per un mondo e una città veramente civile e a dimensione umana in cui le abilità di ciascuno siano sempre accolte e considerate una risorsa e non un peso. Come genitori – continuano – vorremmo riportarvi quel che abbiamo detto quel giorno rivolgendoci direttamente ai nostri due figli: «Carissimi Andrea e Giuseppe, ormai siete adulti e avviati nel cammino avventuroso, bello e faticoso della vita. Guardate questi ragazzi e queste famiglie, nei loro occhi potrete riscoprire il senso vero della vita: essere felici significa donarsi, amare, dare valore alla vita stessa,  alle persone e alle cose sapendo che un sorriso di questi nostri amici vale più di ogni altra cosa, che stare al loro fianco per la difesa dei loro diritti  ci rende veramente uomini, cittadini e per chi crede, cristiani. Se farete della vostra esistenza un dono, allora, solo allora, sarete felici». Dal profondo del cuore vogliamo ringraziare la presidente dell’Associazione, Grazia Villani, e tutti i soci, il nostro Vescovo, padre Giuseppe Buenza e don Luca De Rosa, il sindaco di San Severo, Francesco Miglio e l’intera Amministrazione comunale, il vice sindaco di Vico del Gargano, Tiziana Casavecchia, per la loro presenza. Un ringraziamento particolare al direttore, Bruno Granieri e a tutto lo staff del Centro Congressi Orchidea Blu, per la squisita accoglienza, per la loro professionalità e sensibilità. Grazie al complesso Bandistico “A. F. Nardini” di Vico del Gargano, diretto dalla maestra Lucilla Pupillo e a tutti gli sponsor che, con il loro generoso contributo, hanno reso possibile la realizzazione della manifestazione”.