“Kalashnikov fece puff puff”, il boss miracolato dall’arma difettosa. L’intercettazione che ha incastrato i killer

I cugini Iannoli beccati dalle forze dell’ordine per il tentato omicidio di Marco Raduano, capo clan detto “Faccia d’angelo”. Decisiva una conversazione tra uno degli arrestati e sua madre

Il secondo delitto del 21 marzo è stato scoperchiato dagli inquirenti dopo mesi di indagine. Come anticipato questa mattina, polizia e carabinieri hanno arrestato i cugini di Vieste Giovanni e Claudio Iannoli, rispettivamente di 33 e 43 anni. I due, considerati elementi di spicco della consorteria criminale che gli inquirenti avevano ribattezzato Iannoli-Perna, erano già in carcere: Claudio a Terni, Giovanni a Siracusa.

Nell’ambito dell’operazione “Scacco al Re”, gli Iannoli sono considerati dall’accusa gli autori materiali del tentato omicidio del 21 marzo 2018 ai danni del 36enne boss rivale, Marco Raduano detto “Faccia d’angelo” o “Pallone”, attualmente detenuto a Nuoro in Sardegna. I cugini avrebbero agito insieme, su mandato di Girolamo Perna, quest’ultimo ammazzato il 26 aprile scorso.

Come emerso poche ore dopo l’agguato di oltre un anno fa, Raduano scampò alla morte per miracolo. C’è ora un’intercettazione ad evidenziare quanto avvenuto quella sera. Giovanni Iannoli svelò alla madre i dettagli del tentato omicidio. Raccontando chi aveva partecipato e il fatto che il kalashnikov fece “puff puff”, inceppandosi dopo i primi colpi. La vittima, infatti, rimase ferita solo leggermente. La stessa arma sarebbe poi stata usata nell’uccisione di Gianmarco Pecorelli, avvenuta nel giugno successivo. Ricostruita anche l’aggravante di mafia alla luce dei rapporti e delle rivalità tra i criminali che si contendevano il controllo del territorio.

Altre intercettazioni ambientali riguardano alcune conversazioni intrattenute da Perna con gli Iannoli, quando il giovane boss era in regime di sorveglianza speciale. Si parlò diffusamente della possibilità di eliminare Raduano per accaparrarsi il controllo dei traffici di droga sul Gargano. Stando alle carte giudiziarie, “Faccia d’angelo” sarebbe alleato con gli “ex Romito”, oggi rinomati clan Lombardi-Ricucci-La Torre mentre Iannoli e Perna vicini ai montanari Li Bergolis-Miucci. Una rete di alleanze che coinvolgerebbe anche la “Società Foggiana” con i Moretti-Pellegrino-Lanza a sostegno di Lombardi e Raduano e i Sinesi-Francavilla storicamente in affari con i Li Bergolis.

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