“La via d’uscita” tra le iniziative per celebrare “Matera capitale della cultura 2019”. In carcere a Foggia i versi dei grandi poeti

Prosegue il progetto dell’artista. Nel mese di giugno, nuovi incontri per il laboratorio di lettura e scrittura “dentro”. “Esperienza unica, con grandi compagni di viaggio”

Nella Casa Circondariale di Foggia si celebra “Matera Capitale Europea della Cultura 2019”. È questo uno degli obiettivi del progetto di promozione culturale e di diffusione della poesia “La via d’uscita”, realizzato nell’Istituto penitenziario dall’artista Daniela d’Elia, con il sostegno del Comune di Foggia – Assessorato alla cultura e con la collaborazione del CSV Foggia. 

Due volte a settimana, poeti di fama nazionale si alternano recitando versi insieme con l’ideatrice del festival “La Voce del mare”, con Maria Del Vecchio e Anna Paola Giuliani. Finora, hanno già varcato il cancello di Via delle Casermette Alfonso Graziano, Giuseppe Todisco, Raffaele Niro, Salvatore Ritrovato e Vincenzo Mastropirro; altri lo faranno nelle prossime settimane. 

“Per realizzare questo progetto, iniziato lo scorso 7 maggio – spiega Daniela d’Elia – mi sono affidata all’esperienza di Annalisa Graziano del CSV Foggia e alla sensibilità dell’Assessore Giuliani. L’iniziativa sta suscitando grande interesse tra i detenuti partecipanti, con cui stiamo realizzando un emozionante laboratorio di lettura e scrittura. Per questo motivo, abbiamo chiesto e ottenuto l’autorizzazione a proseguire gli incontri per tutto il mese di giugno. Nel corso dei prossimi appuntamenti, infatti, il progetto intende promuovere – tramite un percorso collettivo dei poeti partecipanti – ‘Matera Capitale Europea della Cultura’, attraverso reading di opere di illustri poeti che hanno valorizzato ‘la città dei sassi’ nella loro produzione letteraria e poetica o che in essa hanno trascorso periodi particolarmente significativi delle loro esistenze. Penso a Giovanni Pascoli, Carlo Levi, Pier Paolo Pasolini e Rocco Scotellaro”.

Intanto, alcuni dei corsisti hanno iniziato a coltivare la propria vena poetica, regalando emozioni forti alle organizzatrici del progetto. “Fino a qualche mese fa ignoravo l’esistenza del carcere – aggiunge Daniela d’Elia – ora è il posto che mi fa sentire libera, come non lo sono mai stata prima. Nel corso dell’ultimo appuntamento – con il permesso della Direzione – abbiamo allestito la stanza che ci è stata assegnata con alcuni miei disegni: le ballerine che volano, per renderla più poetica possibile. Sono arrivati gli aspiranti poeti ristretti e ci hanno riempito il cuore con il loro versi. ‘Era una sera solitaria e malinconica – ha scritto Antonio –  Leggevo un libro a lungo finché il mio cuore divenne avido. Mi piaceva, ma aveva parole forgiate e scritte da mercanti. Stanco, chiusi il libro, spensi la candela. In un istante la cella fu inondata dalla luce della luna”. Poi, uno stralcio della lettera di Donato: “…amo quello che fate, come per magia, come se foste delle Fate. Vi voglio bene, Daniela, Anna PaolaMaria, che come lampi improvvisi baluginano sulla mia oscurità e la squarciano creando impossibili abissi di luce e volontà a cambiare destini…“. 

I componimenti dei detenuti partecipanti al laboratorio saranno poi declamati durante la seconda edizione del Festival “La voce del mare”, che si terrà a settembre prossimo.

Il progetto dedicato all’arte prenderà, invece, il via in autunno e ad affiancare la “dottora fantasia” sarà la creativa Luisa Sabba; a conclusione dell’iniziativa verrà allestita una Mostra al Palazzetto d’arte “Andrea Pazienza”.
“Ringrazio i compagni di viaggio di questa incredibile avventura – conclude Daniela d’Elia – la direzione del Carcere, la Polizia Penitenzia e la responsabile dell’Area Educativa, Giovanna Valentini, che ci segue in ogni step. È un’esperienza arricchente, che consiglio a tutti”. 

In alto, da sinistra, Annalisa Graziano, Daniela d’Elia e Anna Paola Giuliani