Fannulloni ASL, minacce choc a dipendente accusata di aver spifferato la storia. “Devi fare la fine della profumeria”

La polizia giudiziaria si sta muovendo sul caso. Annalisa Tardio aveva prestato servizio presso l’Ufficio Rilevazioni Presenze e Assenze di San Severo nel periodo oggetto di attenzione e di contestazioni da parte della Guardia di Finanza

“Mi hanno minacciata di morte, ma io non c’entro nulla con questa storia”. Annalisa Tardio, con la voce spezzata dal pianto, racconta l’incubo che sta vivendo in questi giorni. La dipendente dell’Asl di Foggia, dopo l’inchiesta sui “furbetti”, vive rinchiusa in casa. “Sono convinti che sia stata io a denunciare tutto – spiega a l’Immediato -, ma non è vero. Per me è iniziato l’inferno. Prima una moto mi ha avvicinato, con una persona a volto coperto, e mi ha detto in dialetto: ‘infame, hai detto tutto alla Finanza!’. Poi qualche giorno dopo hanno suonato insistentemente al citofono, alle 2 e mezza di notte, dicendo sempre in dialetto: “devi fare la fine della profumeria’”.

Il riferimento è all’agguato di San Severo, che è costato la vita a Nicola Salvatore detto “Nicolin dieci e dieci” e alla moglie Isabella Rotondo. La polizia giudiziaria si sta muovendo sul caso. La Tardio, dipendente dell’ASL Foggia, aveva prestato servizio presso l’Ufficio Rilevazioni Presenze e Assenze di San Severo nel periodo oggetto di attenzione e di contestazioni da parte della Guardia di Finanza nell’ambito del blitz del 15 maggio scorso che ha visto l’arresto per truffa ai danni di ente pubblico di otto dipendenti dell’Asl Foggia in servizio a San Severo e, pertanto, probabilmente ritenuta delatrice, e quindi responsabile dell’avvio delle indagini, o comunque collaboratore di giustizia.

“Lavoravo alle presenze, poi sono stata spostata nell’area sanitaria con la legge 40 – spiega -, ho lavorato lì dal 2014 al 2017. Le persone oggetto delle indagini non le seguivo nemmeno io…”. “La dipendente – chiosano i legali -, non coinvolta nelle indagini della Guardia di Finanza, dichiara la propria completa estraneità ai fatti che hanno portato agli arresti del 15 maggio scorso dei quali la Tardio non poteva, né avrebbe potuto, del resto, avere contezza, sia perché relativi a personale dipendente dell’ASL FG che la stessa non aveva avuto in gestione nel periodo in contestazione (essendo in carico ad altri dipendenti addetti all’ufficio), sia perché non avrebbe potuto avere cognizione dei loro movimenti e dei loro spostamenti, per essere stata lontana, proprio fisicamente, dai luoghi di lavoro e di marcatempo dei dipendenti indagati”.

“Pertanto – concludono –, convinta che la Giustizia debba sempre prevalere sul crimine, qualsiasi sia la sua forma, dichiara la propria completa estraneità a qualsivoglia addebito di coinvolgimento nelle indagini che hanno portato agli arresti della settimana scorsa”.

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