Di Gioia non spinge la Lega a Foggia città, il “suo” Casanova vale appena 1700 preferenze

L’analisi del voto delle Europee consegna un quadro chiaro, caratterizzato in gran parte dall’inconsistenza dell’assessore regionale all’Agricoltura. E ora cosa farà Emiliano?

L’analisi del voto per le Europee in provincia di Foggia consegna un quadro chiaro, caratterizzato in gran parte dall’inconsistenza dell’assessore regionale all’Agricoltura, Leonardo Di Gioia. L’ambiguità della scelta di sostenere l’imprenditore romagnolo Massimo Casanova e candidarsi contestualmente nelle fila del centrosinistra, con Pippo Cavaliere a Foggia, non ha pagato. Anzi. La Lega, che ha puntato molto sulla Capitanata, al punto che il leader Matteo Salvini ha abbracciato la causa dell’amico emiliano a Lesina, è finita sotto – seppur di poco – al Movimento Cinque Stelle. Un dato in controtendenza rispetto allo scenario nazionale.

Casanova ha racimolato poco più di 8mila preferenze, mentre il competitor pentastellato, Furore, ha superato quota 14mila. A Foggia città, dove avrebbe dovuto fare la differenza il peso di Di Gioia, Casanova si è fermato a 1700 preferenze (Furore oltre 6mila). Complessivamente, la distanza tra i due partiti nel capoluogo è di ben 6 punti percentuali a favore del M5S. Scenario che si è ribaltato solo dove Di Gioia non è particolarmente presente (Basso Tavoliere, con risultati di impatto a Cerignola e Orta Nova, dove ha prevalso il Carroccio con l’impegno diretto di Caroppo), e a Lesina (44% delle preferenze), città che fa storia a sé perché è il posto scelto dal nuovo inquilino di Bruxelles, che lì ha stabilito la sua dimora, divenuta oggetto qualche tempo fa dell’interesse investigativo della Guardia di finanza.

Sul Gargano, invece, ha tirato Matteo Salvini e il simbolo. Così come in diversi centri dell’Alto Tavoliere. Per il resto, c’è la prevalenza del partito di Di Maio, che ha conteso il “voto di protesta” proprio ai leghisti. Uno scenario che è lo specchio del contesto regionale, dove i rappresentanti del governo giallo-verde hanno ingaggiato una corsa testa a testa, lasciano il Pd alle spalle. Nelle ultime settimane, proprio il governatore Michele Emiliano (con una buona parte della maggioranza) aveva lanciato un appello per “arginare l’espansione della Lega in Puglia”. Mentre uno dei suoi spingeva per il Carroccio fiutando un prevedibile successo e l’apertura di scenari diversi per le Politiche, con un governo di centrodestra con Salvini e il risorto Silvio Berlusconi. Per questo i consiglieri di maggioranza in Consiglio hanno raccolto firme per chiedere le dimissioni dell’assessore foggiano. Una ipotesi che potrebbe prendere seriamente corpo dopo l’analisi del voto alle amministrative di Foggia.

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