Amministrative, Alfonso De Pellegrino riempie Santa Chiara. “Il voto a Foggia può servire da sfratto al Governo”

Decine e decine di persone hanno accolto l’invito del candidato consigliere dem per la sua convention elettorale in compagnia di Francesco Boccia

Decine e decine di persone hanno accolto l’invito del candidato consigliere dem Alfonso De Pellegrino per la sua convention elettorale, tenutasi ieri nell’Auditorium Santa Chiara in compagnia dell’onorevole Francesco Boccia, dei dirigenti Pd e del candidato sindaco del centrosinistra extralarge Pippo Cavaliere.

L’eletto comunale, unico consigliere uscente della lista Pd, ha anche offerto alcune testimonianze. Un pensionato, il giovane albanese Arbry. Per l’assessore regionale Raffaele Piemontese, Alfonso De Pellegrino fa parte del “grande fiume del cambiamento” che è dentro la candidatura a sindaco di Pippo Cavaliere. “Potevamo candidare figure diverse nostre, come Alfonso o Lia Azzarone o Augusto Marasco, ma abbiamo ritenuto che questo era il momento di proporre a Foggia una figura che trasmettesse fiducia e competenza e che non vive l’incarico come un trampolino di lancio per fare politica. Lo studio Cavaliere&Associati è uno degli studi tecnici più affermati in Puglia. Servono persone affidabili, gente che rappresenta tutti gli strati di questa società. Francesco Boccia non è quello che sta in televisione, Francesco Boccia è un amico, è grazie al suo lavoro quando era presidente della Commissione Bilancio alla Camera se Foggia è rientrata nel Salva Enti. Chi vota Alfonso e Lia sa che hanno un numero civico, hanno dei valori, degli ideali. Stanno sempre dalla stessa parte. Questa città ha bisogno di affidabilità e di gente che abbia il senso della politica”.

Nel suo accorato intervento, venuto dopo un video per l’insegnante siciliana, De Pellegrino ha rimarcato la necessità di partire dal voto delle amministrative e quindi anche da Foggia per “dire no al Governo”.  “Il confronto è venuto meno, il sindaco Landella si è sottratto e cerca di mettersi al rimorchio della Lega. Mentre Salvini baciava il rosario, morivano persone in mare. Il nuovo corso deve partire da Foggia, mettiamo in moto un meccanismo, qui e adesso, che può servire come avviso di sfratto a questo governo”.

Sul palco De Pellegrino ha ricordato tutte le parole d’ordine della sua campagna elettorale con claim “dritto al cuore della gente”. I totem della sosta tariffata, passata dai 3 milioni dell’amministrazione Mongelli ad un incasso oggi ignoto, la pubblica illuminazione, il contratto di Amiu andato di proroga in proroga, l’isola pedonale “che ha mortificato i commercianti e ha schiacciato sui binari il Quartiere Ferrovia”.

“Noi non avremmo mai realizzato un’isola pedonale con liquidità corrente, ma con finanziamenti europei. Questa amministrazione ha pensato solo al contingente: alla garetta, all’associazione per la sagra di quartiere, alla sostituzione dei lampioni. Non regaleremo i pacchi di pasta, non pagheremo i 100 euro per le bollette della luce. Questa prassi non va bene, creeremo una rete di protezione per i più bisognosi, affinché tutti anche i più bisognosi siano liberi al momento del voto. Noi diamo un valore orizzontale alla cultura, che per noi va ben oltre lo spettacolo. In questi anni si sono consumati milioni e milioni di euro per spettacoli. A chi ci accusa di essere persone da salotto, dico: noi stiamo in mezzo al popolo”.