Ecco Grassi, il prefetto antimafia. “Qui per liberare la provincia di Foggia dalla sua piovra”

“Continuerò a verificare se vi siano infiltrazioni nel settore della pubblica amministrazione e se vi siano infiltrazioni di matrice mafiosa nei consigli comunali”

Una carriera votata al contrasto alla mafia quella di Raffaele Grassi, nuovo prefetto di Foggia. Oggi, il nuovo padrone di casa del palazzo governativo di corso Garibaldi si è presentato ufficialmente alla stampa. Dopo gli anni sul campo con la divisa della Polizia di Stato, per lui è arrivato il tempo di indossare una nuova veste ma il suo obiettivo non cambia: abbattere la piovra della mafia. “Saremo punto di riferimento per tutta la comunità – ha esordito –. La Prefettura sarà la casa della legalità. Saremo garanti delle prerogative delle autonomie territoriali rispetto alle quali ci porremo come centro di aggregazione. Gli enti locali andranno sostenuti. Il cittadino sia primo baluardo della legalità – ha aggiunto -. La comunità deve vincere paure, rassegnazioni e tutti quei condizionamenti dettati dalla criminalità organizzata di matrice mafiosa”. 

L’obiettivo di Grassi è chiaro: “Tracciare percorsi di legalità. Qui si sta sostenendo una battaglia di liberazione dalla mafia. Come prima azione di governo incontrerò le associazioni antiracket per parlare di cultura della legalità che purtroppo non è tanto spiccata in questa terra”. Infatti, subito dopo l’incontro coi giornalisti, il nuovo prefetto ha tenuto una riunione con i rappresentati locali delle associazioni antiracket e con la leader di Libera, Daniela Marcone.

“I miei complimenti vivissimi agli eccezionali uomini di magistratura e forze dell’ordine – ha continuato nel suo intervento – per il lavoro fatto in questi ultimi mesi in un contesto veramente difficile. Confermo il massimo impegno e impulso per realizzare una importante e costante azione amministrativa antimafia, a braccetto con le attività investigative svolte da magistratura e forze dell’ordine.

Continueremo a prestare massima attenzione alle aree più sensibili per restituire legalità al territorio. Saremo punto di riferimento – ha detto con riferimento alla ‘Squadra Stato’ – per una forte azione antimafia. Continuerò a verificare se vi siano infiltrazioni nel settore della pubblica amministrazione e se vi siano infiltrazioni di matrice mafiosa nei consigli comunali”.

Attualmente la provincia di Foggia ha visto lo scioglimento per mafia dei comuni di Monte Sant’Angelo e Mattinata mentre il prossimo 8 luglio si conosceranno le sorti di Manfredonia e Cerignola dove sono attualmente al lavoro i commissari. Altri comuni interessati? “Si vedrà sul percorso – ha risposto Grassi -. Intanto valuteremo le relazioni che i commissari presenteranno per Manfredonia e Cerignola”.

Il prefetto, origini ferraresi, arriva in una provincia molto vasta e colma di criticità. Conosce molto bene la realtà garganica tanto che coordinò le operazioni di cattura del super latitante montanaro, Giuseppe Pacilli detto “Peppe u’ montanar”. Ma Grassi preferisce non fare una scala di priorità: “Laddove insiste la mafia, le problematiche sono analoghe. I territori vanno liberati da questa piovra che con i suoi tentacoli condiziona il tessuto politico, amministrativo ed economico. Un cancro che diventa metastasi”.