Botte nel carcere di Foggia, agenti aggrediti e minacciati di morte

La situazione del carcere di Foggia illustrata già dal segretario generale nazionale del sindacato autonomo Co.S.P., Domenico Mastrulli, a fronte dei numerosi episodi di aggressione ai danni degli agenti penitenziari che con frequenza ormai quotidiana si verificano nella struttura carceraria, oggi si aggrava con ulteriori due distinti episodi di aggressioni.

Il primo si è consumato contro un sostituto commissario da parte di un cittadino straniero che ha provocato lesioni guaribili in 8 giorni. L’altro si è consumato all’esterno del penitenziario, con minacce di morte e di violenza da parte di un detenuto italiano verso un poliziotto. “Più volte siamo stati davanti ai cancelli del penitenziario di via delle Casermette dove il segretario generale nazionale Domenico Mastrulli ha indicato le criticità del carcere foggiano  – fanno sapere dal sindacato -. Con i suoi 600 reclusi a fronte di una capienza di 330 posti letto ed una Polizia Penitenziaria è una polveriera. Il rapporto è infatti di 200 reclusi a singolo poliziotto”.

“Il Carcere di Foggia – continua Mastrulli – anche per inerzia di chi persiste al Vertice Regionale e Centrale, dopo la mobilità dei Dirigenti, si ritrova senza un direttore titolare ma anche senza un vice direttore. Un carcere dove mancano circa 80 unità di polizia e 15 unità del Comparto Funzioni centrali Area Contabile ed Educativa”. Mastrulli ha chiesto l’equiparazione della polizia penitenziaria alle altre Forze Armate e di Polizia dello Stato, considerando i ritardi ordinamentali in discussione, come il rinnovo del CCNL scaduto il 31 dicembre 2018 e maggiori competenze alla polizia penitenziaria, anche attraverso l’uso del Taser  per i poliziotti che devono  esclusivamente operare all’interno delle carceri contro criminalità e terrorismo. Tra le richieste c’è l’ampliamento dell’organico della polizia penitenziaria attraverso l’immissione di circa 3mila 500 unità nel biennio 2019/2021.

Infine il Co.S.P. chiede una maggiore attenzioneverso la medicina penitenziaria in relazione alla presenza e al trattamento di detenuti affetti da patologie psichiatriche. “Mai piu una polizia penitenziaria di serie B – ha precisato Mastrulli -. Chiediamo maggiore attenzione sul preoccupante fenomeno delle aggressioni e dell’elevato numero dei suicidi”. Il Coordinamento sindacale penitenziario ha presentato alla IV e V Commissione Affari Costituzionali del Governo un pacchetto di proposte tese a migliorare la situazione all’interno delle carceri italiane. Tra queste anche l’ipotesi di chiusura dei piccoli penitenziari al fine di riorganizzare il personale e sopperire alla cronica carenza d’organico nelle strutture più grandi. Il sindacato autonomo si  è fatto promotore di un nuovo  piano di  riordino delle carriere e, data la situazione di emergenza, il condono di tutte le sanzioni disciplinari negli ultimi 5 anni subite dai poliziotti penitenziari.  Il  sindacato rivendica, infine, parità di diritti e di accesso agli atti quali prerogative sindacali previste dalla Costituzione.

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