Amministrative Foggia, Pontone ci crede ancora. “Chi ama la città entra in campo. Casanova? Conosco solo quello del 1700”

“Io non rispondo assolutamente alle polemiche di Landella, le somme urgenze erano un modo per raggiungere degli obiettivi a favore della collettività”

Sornione come sempre, il dottor Italo Pontone, dopo un turno di stop, causato dalla sconfitta di 5 anni fa di Augusto Marasco al Comune di Foggia, ci riprova, candidato consigliere con il centrosinistra extralarge di Pippo Cavaliere, in ticket con la dirigente Gabriela Grilli, nella lista Foggia Civica.

Ieri nell’ampio comitato di via Gramsci, il medico ex Pd insieme alla ex amministratrice defenestrata da Franco Landella, ha incontrato i cittadini con l’ingegnere, che ha avuto per lui parole molto positive, definendolo un amico degli ultimi e del popolo.

A Pontone abbiamo rivolto qualche domanda alla fine dei consueti comizi elettorali da comitato.

Perché ricandidarsi ancora, Pontone?

Credo che sia dovere di tutti quelli che amano questa città entrare in campo per cercare di modificare lo stato di cose che non si addice alla nostra Foggia, abbiamo già organizzato col nostro candidato sindaco Pippo Cavaliere le iniziative per risalire da quel penultimo posto in cui oggi la nostra città è condannata

Nei suoi comizi il sindaco uscente Franco Landella accusa l’amministrazione di cui lei ha fatto parte di aver utilizzato in maniera distorta lo strumento delle somme urgenze, che risponde?

Io non rispondo assolutamente alle polemiche di Landella, le somme urgenze erano un modo per raggiungere degli obiettivi a favore della collettività, ma era una prassi del dirigente e dei suoi collaboratori. Si è fatto ricorso a questo metodo per far sì che situazioni ed interventi sulla viabilità, il verde pubblico, le abitazioni venissero affrontate nel minor tempo possibile, sempre e comunque nel rispetto delle leggi vigenti.

Alle Europee per chi si spenderà? Qualcuno dice che voterà per il leghista Massimo Casanova anche lei, è vero?

Ho conosciuto il Casanova del 1700, questo Casanova di oggi che è arrivato così impetuoso nella nostra città, perché Leo Di Gioia ha ritenuto di doverlo sostenere, non lo conosco. Senza di lui forse non avrebbe avuto il clamore che ha oggi, per quel che mi riguarda abbiamo il nostro candidato che darà lustro a Foggia ed è Abbaticchio di Più Europa.