Ataf, accuse al sindaco: “Verso privatizzazione mascherata, posti di lavoro sempre più precari”

De Pellegrino: “Azienda è stata costretta a rinunciare ad una parte dei finanziamenti pubblici regionale a causa del mancato espletamento del servizio pubblico”

La Regione Puglia, alla luce delle recenti disposizioni nazionali in materia di ‘costi standard’, sta necessariamente rivedendo i servizi minimi da finanziare e da porre successivamente in gara nella prossima procedura di evidenza pubblica che sarà attuata dagli Ambiti territoriali ottimali (ATO). In tal senso l’assessore ai Trasporti ha inteso avviare con tutte le province una serie di incontri per individuare una giusta soluzione al servizio del  trasporto pubblico locale, sia per le linee urbane che extra urbane. Un vero e proprio piano di razionalizzazione e riorganizzazione al fine di tener conto delle minori risorse finanziarie che lo Stato trasferirà alle regioni.

Gli uffici regionali hanno, quindi, predisposto, una prima ipotesi di nuovi servizi minimi tenendo conto dei dati di mobilità comunicati dai singoli gestori dei servizi e confermati dall’osservatorio della mobilità della Regione Puglia. Questa fase di concertazione avviata da regione con gli enti locali interessati è tutta ancora da definire e farà parte di una proposta  conclusiva che sarà deliberata solo dopo la celebrazione della conferenza dei servizi  dove parteciperanno UPI, ANCI, associazioni dei gestori e OOSS, nel rispetto delle procedure previste dalla L.R. n. 18/2002.

“Le verità sono altre – dichiara Alfonso De Pellegrino, candidato del PD alle prossime elezioni amministrative del 26 maggio – e chiaramente le dichiarazioni di Landella mi danno l’opportunità di evidenziare che il Comune di Foggia , al contrario di altri (vedi Taranto) non ha ritenuto di utilizzare, per ignoranza amministrativa o per scelta politica, la possibilità offerta dal DlgsLa  50/2017 e Reg UE 1370/07 che consentivano fino al 30/09/17 ai comuni di affidare alle proprie aziende (in house) per altri 9 anni il servizio di trasporto pubblico, scongiurando così la procedura di gara, garantendo al contempo i livelli dei servizi e livelli occupazionali. Tale negligenza politico amministrativa espone oggi l’Ataf a possibili scenari di privatizzazione selvaggia e di precarizzazione dei posti di lavoro. Infine, è il caso di evidenziare che la gestione dell’Ataf sotto la direzione politica di Landella non è stata in grado di garantire il regolare svolgimento di tutto il servizio pubblico contrattualizzato”.

“Infatti – conclude -, è di dominio pubblico che l’Ataf è stata costretta a rinunciare ad una parte dei finanziamenti pubblici regionale a causa del mancato espletamento del servizio pubblico. Tale inadempienza è da addebitare esclusivamente alla indisponibilità degli autobus che a loro volta subiscono gravi danni a causa delle arterie stradali fortemente dissestate. Ecco perché per 5 anni il centrodestra non ha mai voluto discutere in consiglio comunale del futuro di ATAF”.





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