Buco nell’acqua di Mangano e Starace contro l’Immediato: “Fu diritto di cronaca” scrivere della violenza sessuale del ballerino. Il Tribunale di Foggia archivia

Il giudice Corvino ha sposato in pieno quanto osservato dal pm. L’avvocato del condannato sollevò polverone dopo articolo sulle motivazioni della sentenza

“Fu diritto di cronaca”. Il giudice Carmen Corvino del Tribunale di Foggia, “letti gli atti”, ha rigettato l’opposizione dell’avvocato Innocenza Starace che aveva querelato l’Immediato per conto del ballerino, Michele Mangano. Il giudice ha sposato in pieno quanto osservato dal pm sulla “sussistenza del diritto di cronaca” ed ha archiviato il caso. La vicenda è quella relativa all’articolo della nostra testata sulle motivazioni della condanna di Mangano a 3 anni e 4 mesi (rito abbreviato) per violenza sessuale su una minorenne.

L’uomo fu condannato, oltre un anno fa, per quanto accaduto nel furgoncino della scuola di danza nei pressi del porto turistico di Manfredonia. Mangano si avventò contro la vittima infilandole la lingua in bocca e palpandola con forza, infilando le mani sotto la gonna. “Più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso” – scrisse il giudice – per costringere la giovane ballerina “a subire atti sessuali”.

L’avvocato e politico Innocenza Starace, ex assessore del Comune di Manfredonia e ora candidata alle Europee nei Verdi, aveva sollevato un polverone dopo l’articolo de l’Immediato su quel caso di cronaca, presentando una “denunzia-querela” contro la nostra testata. “Un articolo non preceduto da una mia autorizzazione – disse la Starace -. La nostra querela ha lo scopo di chiarire come sia possibile che motivazioni di sentenza siano consegnate a un giornalista e non alle parti. Cosa spiacevole – aggiunse – è quanto accaduto alla moglie del Mangano che ha avuto un malore ed è svenuta, ed ancora adesso porta i segni di questo episodio. I processi si fanno in tribunale, i giornalisti possono criticare ma non devono diventare giudici”.

Estratto della sentenza

La nostra testata – come certificato dal Tribunale di Foggia nelle scorse ore – non ha fatto altro che procurarsi un documento pubblico per meglio raccontare un episodio di cronaca che ha destato l’attenzione anche dei media nazionali all’indomani della condanna di Mangano, essendo quest’ultimo un personaggio molto conosciuto nel mondo dello spettacolo al punto da rappresentare il Gargano e la Puglia all’estero per la famosa tarantella. Per la Starace e il suo assistito la denuncia si è rivelata un buco nell’acqua.

Seguici su Facebook: http://www.facebook.com/immediatonet





Change privacy settings