Dissesto a Lesina, arriva l’ok definitivo ai lavori. “Si chiude vicenda complessa durata 9 anni”

I lavori sul primo lotto (12 milioni di euro) partiranno a giorni, mentre si attende l’ok al progetto esecutivo del secondo lotto (10 milioni), sul quale ci sarebbe già l’accelerata dell’ingegner Antonio Pulli della Regione Puglia

“Dopo 9 anni si conclude un percorso travagliato grazie all’avvio dei lavori per la risoluzione del dissesto idrogeologico di Lesina”. Per il geologo Michela De Salvia, consulente e progettista degli interventi sul canale Acquarotta, finalmente si sta ponendo fine ad una “situazione complessa, risolta anche grazie all’impegno e perseveranza di un grande sindaco, Pasquale Tucci“. I lavori sul primo lotto (12 milioni di euro) partiranno a giorni, mentre si attende l’ok al progetto esecutivo del secondo lotto (10 milioni), sul quale ci sarebbe già l’accelerata dell’ingegner Antonio Pulli della Regione Puglia. Le voragini che hanno messo a rischio 16 edifici, saranno bloccate dagli interventi previsti dal Mare Adriatico al Ponte di Mezzo.

Michela De Salvia

“Verranno migliorate le caratteristiche del sottosuolo con una serie di iniezioni di materiale – spiega De Salvia -, verrà impermeabilizzato il canale e ricostruiti i ponti. È prevista la messa in sicurezza delle aree critiche, corrispondenti circa alla distanza di 200 metri dal canale, dove insistono i 16 plessi”. Dopo lo sgombero di questi ultimi, iniziò una vera e propria odissea, tra contenziosi e ritardi. L’iter si ferma ad aprile del 2014 quando una conferenza di servizi presso il Genio Civile di Foggia – alla presenza del Parco del Gargano, Autorità di Bacino, Regione, Comune di Lesina, Corpo Forestale – diede l’ok al progetto esecutivo per la creazione di una membrana di isolamento sul canale Acquarotta. I rilievi da cui sono partiti i progetti risalgono al 2011. Lo studio della De Salvia, allora consulente del Comune di Lesina, verteva sullo scioglimento dei gessi e sulle infiltrazioni causate dal moto delle maree oltre che un’analisi specifica della zona “Pietre Nere” di origine vulcanica. In quel periodo, Tucci parlava dell’impossibilità di “dare dei tempi per l’inizio di questi lavori”. Adesso, dopo anni, è arrivata la risposta. I lavori potranno finalmente partire.