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Home - Strage di San Marco, scocca l’ora del processo. Giudizio immediato per l’imputato

Strage di San Marco, scocca l’ora del processo. Giudizio immediato per l’imputato

Di Redazione
3 Aprile 2019
in Cronaca
La strage di San Marco (nel riquadro, il boss Romito)

La strage di San Marco (nel riquadro, il boss Romito)

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Giudizio immediato per Giovanni Caterino, il 38enne di Manfredonia arrestato dai carabinieri nell’ottobre dello scorso anno con l’accusa di aver preso parte alla strage di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017. Il prossimo 10 giugno, in Corte d’Assise a Foggia, avrà il via il procedimento con rito ordinario su uno degli episodi più cruenti nella storia della mafia garganica. Quel giorno di piena estate morirono il boss Mario Luciano Romito (nel riquadro in alto), uscito dal carcere 6 giorni prima, il cognato Matteo De Palma che gli faceva da autista e due contadini innocenti, i sammarchesi Aurelio e Luigi Luciani, forse scambiati per fiancheggiatori del capo clan o uccisi perchè ritenuti testimoni scomodi.

Caterino, stando all’accusa e per quanto si legge sull’ordinanza cautelare del gip di Bari, Marco Galesi, avrebbe pedinato il boss manfredoniano il giorno dell’agguato ma anche nelle giornate precedenti, agendo per conto dei montanari del clan Li Bergolis-Miucci, storicamente rivali dei Romito.

Caterino è accusato di concorso in quadruplice omicidio premeditato e aggravato dalla mafiosità per metodi usati e per aver agito per agevolare i Li Bergolis-Miucci. Inoltre, per porto e detenzione illegale delle armi usate nell’agguato, ossia un fucile calibro 12, un mitra Kalashnikov e una pistola calibro 9×21 e per porto e detenzione illegale di ulteriori due pistole, sempre con l’aggravante della mafiosità.

Processo immediato anche per Luigi Palena, arrestato lo stesso giorno di Caterino ma estraneo alla mattanza. Palena è accusato soltanto di concorso con Caterino nel possesso di una pistola che avrebbe custodito per conto del coimputato, con l’aggravante della mafiosità. I due, entrambi di Manfredonia, si dicono innocenti.

I pubblici ministeri della Dda Luciana Silvestris, Ettore Cardinali e Giuseppe Gatti hanno chiesto e ottenuto dal gip Galesi il processo immediato in Corte d’Assise a Foggia per i due imputati, saltando quindi l’udienza preliminare. 21 le parti offese, parenti dei 4 morti, che decideranno se costituirsi parte civile.

La scia di sangue da San Marco in Lamis ad Amsterdam

Secondo l’atto d’accusa, Caterino pedinò Romito a bordo di una Fiat Grande Punto mentre in una Ford Kuga – trovata bruciata a pochi chilometri dall’agguato – viaggiavano 3 o 4 killer. Stando alle carte giudiziarie, avrebbe fatto parte del commando anche Saverio Tucci, il manfredoniano trovato morto ad Amsterdam nell’ottobre dello stesso anno, ucciso dal concittadino reo confesso, Carlo Magno che si consegnò alla polizia ed oggi è un collaboratore di giustizia. L’uomo, stando agli interrogatori riportati nell’ordinanza del gip Galesi, disse che Tucci gli confidò di aver partecipato alla strage di San Marco in Lamis.

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Tags: garganoLi BergolismafiaRomitostrage San Marco
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