Si brinda ai nuovi alloggi di Candelaro a Foggia. “Finalmente una casa dopo 20 anni senza privacy”

Grande festa per le abitazioni, sotto le piastre, ricavate dalla chiusura dei porticati da parte dell’Arca Capitanata e del Comune. Interviste ai protagonisti

“Che addor'”. Questa una delle esclamazioni delle ragazze all’apertura della porta della prima casa, profumata di pulito e di nuovo, assegnata alla signora Ida, da circa 20 anni in attesa di un alloggio popolare e poi transitata pere case buie dell’Eurospin in Via Einaudi.
Grande festa oggi al Candelaro Borgo Croci per la consegna dei 9 alloggi sotto le piastre ricavati dalla chiusura dei porticati da parte dell’Arca Capitanata e del Comune di Foggia. È in studio una soluzione per chiudere anche gli altri portici benché sia più complesso da un punto di vista tecnico per la presenza del vuoto dei garage.
Gran parte dei nuclei sono persone che erano state alloggiate in passato in case di fortuna. Priorità nei pianterreni del Candelaro per bimbi e persone disabili.

Tanta l’aspettativa, il 21 marzo o il 26 marzo saranno assegnati gli alloggi di Via Lucera con l’occupazione anche delle case di Mussolini da parte di chi ha bisogno, i residenti dei container e Via Rodi Garganico. Attese tutte le reti nazionali chiamate dalla leader Giulia Frascolla.

“Non sono una assegnataria, sono una sfrattata sono andata ad occupare una casa all’Onpi, ma ci sono gli ascensori rotti. Ho richiesto una casa a pianterreno, penso che l’avrò in Via Lucera”, ha spiegato una donna con figlio non deambulante.

Giorno di festa oggi, nessuna polemica tra Comune e Regione, con sindaco Franco Landella e Alfonsino Pisicchio uniti nella consegna delle chiavi insieme a Denny Pascarella e a tutti i vertici Arca.
“Ci sono situazioni di fragilità, ma non vogliamo fare polemiche. Oggi l’Arca risolve il 4 per cento del disagio, ma ha capito che Foggia non poteva sopportare una pressione alta. L’Arca dà un piccolo segnale”, il commento del primo cittadino.

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