Lotta ai cambiamenti climatici: a Foggia protestano solo in 3. Buona affluenza a San Severo

La manifestazione si è svolta in contemporanea in tutto il mondo grazie all’iniziativa lanciata dall’attivista svedese Greta Thunberg, da mesi impegnata in una lotta civile e ambientale senza precedenti in Europa e nel mondo

I giovani di tutto il mondo hanno risposto all’appello lanciato da Greta Thunberg, la 16enne svedese diventata simbolo della battaglia contro i cambiamenti climatici. Dalla scarsità delle piogge alla poca neve caduta in montagna. Forte l’allarme lanciato dal mondo dell’agricoltura. “Secondo l’Anbi l’attuale fase di criticità idrica interessa tutta l’area della Pianura Padana, con i suoi corsi d’acqua e i suoi laghi: quello di Como è pieno per appena il 10%. E in montagna è caduta poca neve. Allarme per l’agricoltura: gli impianti idrovori di bonifica fanno già fatica a prelevare le acque per le coltivazioni e continua il progressivo dell’insabbiamento dell’alveo” – riporta questa mattina Il Fatto Quotidiano.

Pochini gli studenti scesi in piazza a Foggia. Sarebbero solamente tre le studentesse (foto in alto di Daniela D’Elia) che dalle prime ore di questa mattina hanno aderito all’appello lanciato dalla Thunberg e con un cartello che recita “Make our planet!” si sono stanziate sulle scale di Palazzo di Città. Si tratta di Giulia Guadagno, Rita Simoncini e Gaia Falco, studentesse coraggiose, poche ma buone, del primo superiore dell’Istituto Notarangelo e Perugini. “Abbiamo provato ad organizzare una manifestazione più ampia ma non abbiamo ricevuto risposta”, hanno spiegato le 14enni.

Buona risposta invece da San Severo. I volontari di Fridays For Future hanno un corteo in collaborazione con studenti e scuole cittadine in occasione dello Sciopero mondiale per il clima. I manifestanti hanno contribuito alla protesta indossando un indumento e un accessorio di colore verde, un cartello con una frase/ pensiero sui cambiamenti climatici, e poi “tanto rumore” con fischietti, coperchi di pentole e trombette. Il fine dell’iniziativa è chiedere ai governi di tutto il mondo un impegno reale e concreto per contrastare l’emergenza climatica, nel rispetto degli accordi di Parigi della Cop21. L’ultimo rapporto IPCC delle Nazioni Unite afferma l’urgenza di contenere il riscaldamento globale entro +1,5 °C. Per farlo, dobbiamo dimezzare le emissioni globali di CO2 entro il 2030, e azzerarle entro il 2050.

La Puglia che vogliamo. “Nella sua ultima enciclica il Papa ci ricorda che ‘meritano una gratitudine speciale quanti lottano con vigore per risolvere le drammatiche conseguenze del degrado ambientale nella vita dei più poveri del mondo. I giovani esigono da noi un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi”. Ecco con queste parole di Papa Francesco l’assessore regionale all’Ambiente, Gianni Stea esprime la sua gratitudine a tutte le ragazze e a tutti i ragazzi che oggi in ogni parte del mondo e delle nostra Puglia stanno manifestando contro i veleni che soffocano la Terra. Greta Thunberg esorta gli adulti ad agire, “non c’è più tempo”, sottolinea la giovanissima attivista svedese. “Siamo tutti con lei – continua Stea – e non potrebbe essere diversamente, ciascuno di noi per il proprio ruolo, perché l’ambientalismo reale non può essere un business, comincia dai piccoli gesti quotidiani e investe tutte le istituzioni locali, nazionali e mondiali. Non dimentichiamo come le Regioni siano state un vero fattore di progresso del nostro paese anche in materia ambientale e in rapporto alla raccolta differenziata dei rifiuti, atteso che lo Stato Centrale nei meandri dei suoi corridoi, non può per definizione riuscire a comprendere le problematiche delle aree vaste e dei comuni, dei distretti produttivi e delle famiglie, in particolare qui al Sud. É questo l’esempio da dare per la Puglia che vogliamo – sottolinea l’assessore regionale – e per cui stiamo lavorando per creare uno dei motori di una nuova epoca, anche procedendo all’approfondimento delle tematiche ritenute indispensabili per affinare le modalità di tutela del nostro patrimonio naturalistico e della salute dei cittadini. Eppure la strada è irta e ricca di ostacoli. Ricordo che gli obiettivi, in materia non devono essere solo comunali, o locali, ma riguardano una sfida planetaria, e in questo momento storico ognuno è chiamato a fare la sua parte. Ci sono buone premesse di riuscire, ed è importante che i cittadini siano ben consci e che siano parte attiva di questo cambiamento.

Si tratta di un cambio culturale necessario – conclude nella nota – e non solo perché lo impone la legge. Personalmente sono convinto dell’importanza di una capillare campagna di comunicazione che mira a raggiungere tutti i cittadini e le attività coinvolte. Campagne di comunicazioni che devono cominciare già nelle scuole per formare italiani profondamente rispettosi dell’ambiente e consci della fondamentale importanza della salvaguardia del nostro ecosistema”.