Inchiesta appalti ATAF a Foggia, respinte le richieste di arresto. C’è divieto di dimora (sospeso) per Massimino Di Donna

La decisione del tribunale della Libertà che segue quella del gip di Foggia che aveva già rigettato la tesi della procura

Respinta la richiesta di arresto per otto indagati nella maxi inchiesta sugli appalti in Ataf a Foggia. Questa la decisione del tribunale della Libertà che segue quella del gip di Foggia che aveva già rigettato la richiesta della procura di arresto. Appello accolto parzialmente per un solo indagato Massimino di Donna (foto in alto) suocero del sindaco Franco Landella, quest’ultimo estraneo all’indagine. Tra gli indagati l’ex presidente dell’azienda di trasporti, Ferrandino e l’ex direttore, Dicecca.

Di Donna è accusato di aver avuto piaceri come quello di aver pranzato gratuitamente nel ristorante di un imprenditore foggiano che chiedeva di essere favorito nel servizio di manutenzione degli impianti antincendio di tre parcheggi cittadini gestiti dell’Ataf. I giudici hanno ritenuto che non si tratti del reato di “induzione indebita a dare o promettere utilità” ma del reato di corruzione, pertanto hanno disposto divieto di dimora. La misura resta sospesa perché la difesa farà ricorso in Cassazione.



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