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Home - Mafia, alla sbarra il clan Gaeta. C’è anche il superboss “spaccapalline”. Assolto il presunto contabile

Mafia, alla sbarra il clan Gaeta. C’è anche il superboss “spaccapalline”. Assolto il presunto contabile

Di Francesco Pesante
11 Marzo 2019
in Cronaca
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La mafia dei 5 Reali Siti alla sbarra. Rinviati a giudizio dal GUP del Tribunale di Foggia, Armando Dello Iacovo numerosi soggetti ritenuti vicini o contigui al clan Gaeta, compreso il boss Francesco Gaeta detto “spaccapalline” o “u Spacc”. L’organizzazione è ritenuta egemone nel Basso Tavoliere ed è annoverata tra le batterie criminali della provincia di Foggia nelle recenti mappe della mafia pubblicate dalla DIA. Per 18 persone, accusate a vario titolo di associazione a delinquere gerarchicamente definita, scatterà dunque il processo davanti ai giudici. Oltre al 61enne boss, figurano Franco Di Palma, alias Bandito, classe ’59, Antonio Vitale, alias “Malavita” e “occhi storti”, classe ’68, Maurizio Di Palma, alias “broccoletto”, classe ’71, Saverio Piccarreta, classe ’85, Salvatore Piccarreta, classe ’60, Francesco Tarateta, classe ’42, Francesco Gaeta, alias “il vigile”, classe ’76, Nicola Settanni, classe ’76, Donato Borracci, classe ’52, Giovanni Carbonara, classe ’61, Nicola Calvio, classe ’54, Andrea Gaeta, classe ’71, alias “spaccapalline” o “pititiello”, Biagino Uva, classe ’75, Nicola Uva, classe ’76, Michele Scuccimarra, classe ’63, alias “picciull”, Mariano Scuccimarra, classe ’91 e Alessandro Spinelli, classe ‘86.

Il 46enne incensurato Rocco Izzi, invece, ritenuto il contabile del clan Gaeta di Orta Nova nell’ordinanza del 15 gennaio 2018 del GIP di Foggia, è stato oggi assolto da tutte le imputazioni dallo stesso GUP Dello Iacovo a seguito di giudizio abbreviato. Il pm Gravina aveva chiesto la condanna ad anni 3 mesi 4 per associazione per delinquere semplice più concorso nella ricettazione di 1.300 quintali di olio extravergine d’oliva del valore di 500.000 euro. Il 15 gennaio 2018 Izzi ed altre numerose persone erano state colpite da ordinanza del GIP di Foggia Zeno (Izzi era stato posto ai domiciliari). I gravi indizi erano fondati in gran parte da intercettazioni ambientali e telefoniche, nonchè da servizi di osservazione dei carabinieri. Fin da subito l’imputato si è dichiarato innocente, sostenendo che i suoi rapporti con i Gaeta erano di natura meramente lavorativa, essendo stato per molti anni il ragioniere delle varie cooperative di autotrasporti riconducibili a Franco Gaeta e alla moglie Daniela Omini.

“Sono molto soddisfatto e credevo fortemente in questa assoluzione – ha detto l’avvocato di Rocco Izzi, il legale Michele Sodrio -. Siamo stati gli unici a scegliere l’abbreviato, anche perchè durante le indagini abbiamo portato numerose prove a favore di Izzi e oggi il GUP ha riconosciuto la fondatezza delle nostre ragioni. Vedremo se la Procura intende fare appello, ma sono certo che l’innocenza di Izzi sarà confermata in ogni grado”.

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Tags: clan Gaetamafia
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