2mila euro a chi si trasferisce a Candela, coppia di danesi cambia vita e investe in Capitanata

La notizia del bonus fece il giro del mondo, finendo sui giornali e le emittenti più importanti a livello internazionale. Dalla CNN all’Indipendent passando per il New York Times. E qualcuno inizia davvero a trasferirsi nel Foggiano…

La notizia due anni fa aveva fatto il giro del mondo, finendo sui giornali e le emittenti più importanti a livello internazionale. Dalla CNN all’Indipendent passando per il New York Times. “An Italian town is offering to pay people up to €2,000 (£1,800) to move there. Nicola Gatta, mayor of Candela, a small town in Puglia, has made the offer in the hope of reversing the town’s declining population”, scriveva l’Indipendent nel 2017.

Una piccola città italiana offre 2mila euro a chi si trasferisce lì. Nicola Gatta, sindaco di Candela, ha fatto la sua offerta nella speranza che il paese possa ripopolarsi contro il declino demografico, l’invecchiamento e l’emigrazione dalle aree interne. 2700 i residenti attuali.

Ebbene la grande notizia sta cominciando a portare i suoi frutti, con già 12 nuclei familiari che si sono trasferiti e la novità di questi giorni di una coppia di imprenditori danesi, in visita a Candela e desiderosa di collocare il proprio business e la propria vita sui Monti Dauni. A darne notizia lo stesso sindaco e neo presidente della provincia Nicola Gatta sull’amato social network con tanto di foto dei due coniugi.

“La coppia danese ha appreso di Candela dai media internazionali, la storia del bonus ha portato a far conoscere Candela al di fuori dei confini italiani”, ammette il sindaco a l’Immediato2mila euro per due anni, più una serie di sconti per la mensa scolastica e per i vari tributi. Tari e Tasi. E delle agevolazioni tax free anche per l’energia elettrica, che a Candela si produce in grande quantità per via della centrale e delle serre. Il bonus prevede la presenza di un reddito minimo Isee non inferiore ai 7500 euro. “Sono due danesi proprietari di una holding informatica. Aldilà del bonus, a loro interessa trasferirsi in una zona tranquilla, la storia di Candela è stata ripresa dalla CNN e dal New York Times e ha incuriosito molti viaggiatori. Loro vorrebbero trasferirsi qui da noi con tutta la famiglia, stanno cercando una casa e una sede per la loro azienda. Hanno saputo di noi, proprio dai giornali internazionali. Candela piace per la sua centralità e per la presenza del casello autostradale. Da qui si arriva facilmente a Bari, Napoli e Roma”, spiega il sindaco Gatta.

 

Per la coppia danese non è ininfluente la vicinanza a Napoli, sede ormai di un hub informatico Apple e non solo di una certa rilevanza europea. A Candela è anche arrivata la fibra, una infrastruttura essenziale che permetterà di insediare, nell’incubatore e in città, altre iniziative. “Partiremo a breve con la fibra e sarà un altro collegamento strategico. Finora sono arrivate 25 persone, nuovi residenti a Candela, ultimamente abbiamo registrato una coppia di San Ferdinando”, continua Gatta.

Prossima sfida il Terminal Bus, che il sindaco spera di concludere entro l’anno. L’obiettivo è di far agganciare Candela a Matera 2019 almeno per un grosso evento sui Monti Dauni da immaginare in estate. “L’idea del bonus venne quando si ebbe notizia del trasferimento di alcune linee produttive Fiat a Melfi, alcuni sia dall’Ufita che dal Basso Tavoliere come dall’Alta Irpinia pensarono di trasferirsi a Candela, un luogo centrale e facilmente accessibile per via dell’autostrada”, ricorda il sindaco.

Oggi l’ambizione è quella di trasformare il centro dei Monti Dauni, già strategico dal punto di vista logistico in una piccola località turistica di collina, con direzione Irpinia, grazie al tratturo regio verso Avellino e Matera. Il flussi verso la capitale europea della cultura per il 2019 e anche dopo, su gomma, passeranno tutti da Candela. La manifestazione dei fiori e la Casa di Babbo Natale sono iniziative che guardano, come si sa, in una traiettoria squisitamente turistica. Ma la cittadina, secondo Gatta, non è ancora del tutto impreparata. Mancano le strutture ricettive, i pub, i ristoranti.

Da un nostro studio sappiamo che i visitatori della Casa di Babbo Natale sono 25mila, ma siccome in ogni nucleo familiare almeno due persone non entrano nella Casa, per risparmiare il biglietto o perché non interessati, possiamo dire che a Candela ci sono state almeno 40mila persone in questo Natale. La maggior parte di loro non resta a dormire né ha la possibilità di pranzare e cenare. Abbiamo pochissime strutture a Candela e nessun pub. Chi resta deve recarsi nei ristoranti di Bovino, Ascoli, Rocchetta. Perdiamo molti flussi che invece potremmo trattenere sui Monti Dauni. Stiamo ponendo le basi per uno sviluppo turistico, se ci saranno date le possibilità creeremo un evento collegato a Matera”, conclude Gatta.

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