I robot danno speranza ai mielolesi, Centri Padre Pio eccellenza in Italia. “Molti pazienti giovani, disabili dopo incidenti”

Il 5 febbraio scorso il presidio “Gli Angeli” di San Giovanni Rotondo è stato individuato quale centro per il training avanzato dell’esoscheletro indossabile ReWalk della Robotics

La “rieducazione motoria mediante apparecchi di assistenza robotizzati ad alta tecnologia” come ha ritenuto chiamare le prestazioni riabilitative robot assistite, il Ministero della Salute nei nuovi LEA (Livelli Essenziali d’Assistenza), è la vera “rivoluzione degli ultimi anni per questa branca della medicina”.

Lo afferma Giacomo Francesco Forte, direttore dell’Area Strategica, Comunicazione & Marketing della Fondazione Centri di Riabilitazione Padre Pio Onlus, che otto anni fa ha progettato quello che poi è stato realizzato con enormi sacrifici dai Frati Minori Cappuccini della Provincia Religiosa di Sant’Angelo e Padre Pio di Foggia e che oggi è diventato il Polo Tecnologico del Presidio Territoriale “Gli Angeli di Padre Pio” di San Giovanni Rotondo, diretto da Serena Filoni e “substrato professionale e tecnologico” per le migliori professionalità oggi esistenti nel mondo della riabilitazione innovativa. Una struttura riabilitativa d’eccellenza che si è affermata prepotentemente, ma con non pochi sacrifici, nel complesso panorama della medicina basata sull’evidenza grazie anche alla possibilità offerta dalle tecnologie di poter misurare e verificare il “gesto riabilitativo”. Un’abilità terapeutica senza precedenti messa in campo dal personale medico e delle professioni sanitarie della Fondazione che hanno saputo ben coniugare la riabilitazione tecnologica con quella tradizionale, offrendo alla particolare e delicata utenza che si rivolge ai servizi della struttura, quanto di più efficace esiste oggi al mondo in medicina riabilitativa.

Il 5 febbraio 2019 il Presidio “Gli Angeli di Padre Pio” è stato individuato quale centro per il training avanzato dell’esoscheletro indossabile ReWalk della Robotics. Tale riconoscimento ha fatto seguito ad una formazione specifica per i professionisti sanitari della struttura dedicati a tale attività. “Gli Angeli di Padre Pio”, così, è diventato una delle quattro sedi nazionali per il training avanzato dopo l’avvenuto riconoscimento quale sede base ottenuta qualche anno fa. Il ReWalk è un robot motorizzato indossabile che si differenzia da quelli fissi, come il Lokomat, di cui il presidio è anche dotato e che permette a persone con lesioni midollari (quindi, paralizzati agli arti inferiori), di stare in piedi, camminare e salire e scendere le scale.

Questa tecnologia è lunica al mondo approvata per un utilizzo privato, ovvero per il domicilio in quanto rispetta tutti i parametri di sicurezza. Tale dispositivo consente un’andatura naturale e alla massima velocità rispetto ad altri devices simili (fino a 0,71 m/ s).

Il direttore sanitario Filoni, a tal proposito ha precisato: “L’utilizzo di questa tipologia di robot offre numerosi vantaggi agli utilizzatori sia dal punto di vista dello stato complessivo di salute che sulla qualità della vita. In particolare, stare in piedi e camminare migliorano senza dubbio, la consistenza dell’osso riducendo il rischio di fratture, la spasticità muscolare, ovvero la sua rigidità dovuta a una contrazione abnorme e migliorano la circolazione prevenendo le ulcere da pressione. Inoltre, migliorano anche il transito intestinale e questo, per gli utenti mielolesi, è un obiettivo molto importante. Infine, non vanno sottovalutati, ovviamente, i benefici psicologici che accompagnano l’utilizzo della tecnologia dal momento che la maggior parte dei fruitori sono giovani diventati disabili a seguito di incidenti stradali, tuffi scorretti e cadute accidentali nonché infortuni sul lavoro. Nello specifico di quest’ultima circostanza – conclude – , lo stesso INAIL, ha previsto la fornitura di queste tecnologie ad alcuni selezionati pazienti e ha indirizzato presso “Gli Angeli di Padre Pio” un suo assistito campano per effettuare il training base ed avanzato con l’esoscheletro indossabile”.

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