Terremoto al porto turistico di Manfredonia, “intenti speculativi”. C’è il rischio fallimento

Rotice (Confindustria): “Trovano conferma le preoccupazioni da me espresse sin dall’inizio, che alla base dell’acquisizione delle quote Mucafer da parte di Finappula (gruppo Gelsomino) non vi fosse alcuna garanzia economica e finanziaria”

Il Servizio Demanio Costiero e Portuale della Regione Puglia, a seguito dei mancati pagamenti in ordine ai canoni dovuti, ha reso noto l’avvio del procedimento di decadenza per la Società Gespo – titolare del Porto Turistico di Manfredonia “Marina del Gargano” – ai sensi del Codice di Navigazione.   In pratica, qualora la Società Gespo srl non dovesse ottemperare nei tempi prescritti alla regolarizzazione delle pendenze amministrative, verrà revocata la concessione demaniale, che costituisce l’elemento imprescindibile per l’operatività e la stessa esistenza del Porto Turistico.

“Ancora una volta – ha dichiarato Gianni Rotice, presidente di Confindustria Foggia – trovano conferma le preoccupazioni da me espresse sin dall’inizio, che alla base dell’acquisizione delle quote Mucafer da parte di Finappula (gruppo Gelsomino) vi fosse un intento speculativo, privo di progettualità e non supportato da alcuna garanzia economica e finanziaria”.

La cifra complessiva da sborsare in termi rapidi (entro la fine del mese) è di circa 2 milioni di euro, e bisognerà garantire solidità attraverso fideiussioni. Secondo il numero uno di Confindustria, dunque, è giunto il momento di fare chiarezza su ogni punto, per rasserenare gli animi particolarmente agitati degli investitori, allarmati da una missiva recapitata nei giorni scorsi. Le procedure avviate, difatti, preoccupano gli esercizi commerciali.

È auspicabile, quindi, una netta e chiara inversione di tendenza per sostanziare di contenuto quella che ancora oggi, al di là delle dichiarazioni di facciata, appare un’operazione dubbia e pericolosa, perché fatta sulla pelle altrui”. 

“Diversamente, risulterebbe sempre più chiaro, evidente ed indubitabile – ha concluso Rotice – il malcelato obiettivo di Finappula e del gruppo Gelsomino, con il concorso della società in concordato Moretoc, di acquisire la governance della Gespo senza rischiare risorse proprie, con la conseguenza di portare al fallimento il Porto Turistico di Manfredonia, nel totale disprezzo del bene comune, del territorio e dell’intera comunità”. 

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