Al comizio a cavallo, quasi 10 anni di galera ad ex candidato sindaco vicino alla mala

La decisione dei giudici del Tribunale di Foggia nell’aula della Corte d’Assise. Stangata al noto pregiudicato, Michele Taurisano

Nove anni e quattro mesi di reclusione e quasi 7mila euro di multa a Michele Taurisano, 43 anni, ex candidato sindaco della lista civica “Buon Giorno Apricena” (prese il 2,5% dei voti nonostante fosse già in carcere). La decisione del Tribunale di Foggia (giudici Civita, Magliulo, Cesarano) è giunta nelle scorse ore nell’aula della Corte d’Assise. Termine di 90 giorni per il deposito della motivazione.

Taurisano fu arrestato nel 2012 insieme ad altre cinque persone dai carabinieri del Comando provinciale di Foggia con l’accusa, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata alla pianificazione di omicidi, estorsioni e violenza privata.

GLI ARRESTI

Il progetto era di vendicare l’uccisione di un amico e poi di impadronirsi del controllo del territorio, inserendo nell’amministrazione comunale un loro uomo. A compiere la vendetta doveva essere proprio Taurisano, autista del 118, proprietario di una palestra di arti marziali e candidato alla carica di sindaco del Comune di Apricena. Taurisano fu arrestato su ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Lucera e richiesta dalla locale Procura, in quanto ritenuto appartenente ad una organizzazione dedita alle estorsioni nel settore della guardiania dei parchi fotovoltaici.

LA VENDETTA 

Ma alla base dell’attività illecita in campo estorsivo ci sarebbe dovuta essere, come prologo, la vendetta per l’uccisione del pregiudicato Agostino Campanaro, ammazzato ad Apricena il 21 maggio 2004. Stando a quanto riferì l’ex procuratore di Lucera, Domenico Seccia, e l’allora comandante provinciale di Foggia dei carabinieri, Antonio Diomeda, fu il boss Nicola Salvatore detto “Nicolin dieci e dieci” (morto ammazzato nel maggio 2017) pregiudicato in semilibertà di San Severo e fratellastro di Campanaro, a scegliere Taurisano quale esecutore della vendetta.

KILLER PRESCELTO

Allo stesso Taurisano fu fornita l’arma, un revolver, con i proiettili per poter uccidere due delle vittime che erano state già individuate. Questa circostanza – evidenziò Seccia – costrinse gli investigatori ad anticipare i tempi di esecuzione degli arresti. Durante la perquisizione in casa di Taurisano fu trovato anche un silenziatore per pistola. L’arma che doveva essere utilizzata per gli omicidi era di proprietà di Campanaro, il che diede a tutta la vicenda anche un valore simbolico.

IN SELLA AL CAVALLO

Michele Taurisano fu candidato sindaco al Comune di Apricena per la lista civica “Buon giorno Apricena”. In un video su YouTube si vede il candidato Taurisano raggiungere il palco per un comizio in sella ad un cavallo. Nel corso del comizio il candidato chiamò a parlare anche una persona che lo stesso Taurisano presentò come “un uomo delle istituzioni”.

INTERCETTAZIONI

“Quello (Taurisano, ndr) la mafia deve mettere sopra il Comune, perché così con lui dobbiamo solo mangiare”: è una delle frasi contenute nei colloqui intercettati dagli investigatori nell’inchiesta. “Qualche truffa la dobbiamo fare – proseguiva l’intercettazione – qualche finanziamento falso, qualche cosa la dobbiamo fare”. Poi lo stesso Taurisano disse ad uno dei destinatari dei provvedimenti restrittivi: “Noi dobbiamo mangiare, ci vogliono i denari. Di me non deve capire niente nessuno. Io sto pure candidato, io tengo la maschera”. E ancora: “Tu mò devi vedere che fare, io intanto ammocco a quello e poi tu mi devi dare subito un altro pezzo perchè io qua devo continuare la batteria. Se ne devono andare tutti in ferie”. Per gli investigatori “ammocco” stava per “ammazzo”, “pezzo” per “arma”, “continuare la batteria” nel senso di “ammazzare gli altri” e infine “tutti in ferie” cioè dovevano “morire tutti”.