Morte De Rosa, 5 sospettati. La “Babele” del malaffare tra Foggia e Basso Tavoliere

La vittima era esponente di spicco dei Miccoli-De Rosa di Trinitapoli, un clan ritenuto in forte contrapposizione con i Gallone-Carbone, questi ultimi vicini ai Moretti-Pellegrino-Lanza

Cinque sospettati per l’omicidio di Pietro De Rosa, 41enne di Trinitapoli ammazzato ieri in via dei Liburni mentre era a bordo di una Fiat Croma. Con la vittima c’era il 49enne Luigi Muriglio, quest’ultimo ferito ma fuori pericolo di vita. Le indagini dei carabinieri del Comando provinciale di Foggia sono proseguite tutta la notte per far luce sull’omicidio. I sicari, a bordo di una Renault Clio, hanno affiancato la Croma esplodendo una raffica impressionante di colpi. De Rosa ha anche tentato la fuga a piedi ma è stato raggiunto e sparato alla testa. Giustiziato in strada in pieno giorno tra passanti attoniti e spaventati.

Cinque – come detto – i sospettati sui quali gli inquirenti hanno eseguito gli esami dello stub. Si tratta di pregiudicati della zona. Sull’asfalto è stata recuperata una pistola calibro 9×21. Chi indaga sta cercando di capire se si tratti della pistola utilizzata dai killer o di un’arma appartenente a una delle due vittime. Inoltre i militari hanno repertato una decina tra bossoli calibro 9×21 e cartucce calibro 12.

De Rosa era ben noto agli inquirenti e si trovava in regime di sorveglianza speciale. Nel gennaio 2015 venne coinvolto nell’operazione “Babele”, blitz dei carabinieri che svelò forti legami tra mafia foggiana e del Basso Tavoliere. De Rosa era esponente di spicco dei Miccoli-De Rosa di Trinitapoli, un clan ritenuto in forte contrapposizione con i Gallone-Carbone, questi ultimi vicini ai Moretti-Pellegrino-Lanza di Foggia. In “Babele” i carabinieri scoprirono l’esistenza di un imponente giro di affari dei Gallone-Carbone sulla piazza foggiana attraverso lo smercio di banconote false (numerose 20 euro taroccate) e di droga.

Ben 32 le persone raggiunte dal blitz dell’Arma. 21 in carcere, 5 ai domiciliari, 5 con obbligo di dimora e un ricercato (un cittadino marocchino). Nell’indagine – coordinata dalla DDA di Bari – emerse la forte rivalità tra i Gallone-Carbone e i Miccoli-De Rosa, protagonisti di numerosi fatti di cronaca. Gli indagati furono ritenuti, a vario titolo, responsabili di molti reati. Traffico di droga, tentato omicidio, armi, rapine, ricettazione, danneggiamento e utilizzo di banconote false. Infine le estorsioni, applicate con il metodo mafioso.