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Home - Pini in Via Napoli a Foggia, gli ambientalisti propongono soluzioni contro l’abbattimento

Pini in Via Napoli a Foggia, gli ambientalisti propongono soluzioni contro l’abbattimento

Di Redazione
20 Gennaio 2019
in Turismo
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Il comitato per la tutela dell’ambiente e degli alberi di Foggia annuncia battaglie dopo le interviste e la decisione della Giunta Landella di sostituire i pini di Via Napoli con nuovi alberi che non provochino l’innalzamento dell’asfalto.

Sulla pagina social gli ambientalisti citano proprio l’intervista che il sindaco Franco Landella ha rilasciato alla nostra testata. “Un articolo dalle pieghe abbastanza inquietanti apparso sulle pagine digitali de “l’immediato” per le sconcertanti dichiarazioni del sindaco che arriva a definire inadeguata una delle essenze più diffuse in tutte le città italiane, una delle più idonee al nostro clima ed una delle più belle per il portamento eretto e maestoso: il Pinus pinea o pino domestico. Chiediamo rassicurazioni alla amministrazione circa il fatto che il ripristino dei marciapiedi di via Napoli avvenga secondo le note tecniche ormai adoperate in tutta Italia che rendono assolutamente non necessario l’abbattimento dei meravigliosi Pini Domestici che la rendono una delle vie più nelle della città. Invitiamo tutti i membri ed amici di questo comitato a diffondere questo post, a vigilare ed a documentare inviando come sempre le fotografie come messaggio privato o sulla bacheca. Incrociano le dita”, hanno scritto dal comitato, che si è costituito in occasione dei pini abbattuti per far spazio alla piazzetta donata da Matteo La Torre.

Molti ambientalisti sono pronti a fornire al sindaco più di una soluzione per evitare una nuova strage di pini. L’esempio presente anche a Foggia è Piazza Sant’Eligio nel cuore di Borgo Croci, dove una pavimentazione molto rialzata ha reso pressoché nulla l’azione delle radici dei pini. Dopo 20 anni, quella piazza è ancora perfetta.

“Quando gli alberi sono adulti hanno una crescita lentissima. Se si alza di pochi centimetri il marciapiede includendo le radici se ne riparla tra 39 anni, se l’interesse è poi far passare i cavi della fibra possono anche transitare al centro della carreggiata. Con gli appetiti che nascono da queste dinamiche l’abbattimento sarà sempre la soluzione prescelta dalle ditte”, assicura un ambientalista, esperto nel commercio del legname.

Le soluzioni non mancano. Generalmente i comuni, per prevenire cause da cadute accidentali, intervengono deliberando l’abbattimento delle piante causanti i danni. In seconda istanza procedono con l’eliminazione delle radici ed il rifacimento della pista ciclabile. Ma i Comuni, sottolineano gli ambientalisti sono chiamati ad ottemperare alle disposizioni della Legge Ronchi, che disciplina gli abbattimenti degli alberi, anche quelli che si trovano su terreni privati.
“La soluzione del taglio  delle radici non sembra una strada percorribile. Le piante potrebbero andare incontro a deficienze di stabilità dovute ai mancati ancoraggi derivanti dalla rimozioni delle radice, con possibile cadute e pericolo per la cittadinanza. Inoltre esse potrebbero, nel giro di pochi anni, ripresentare nuove radici e reiterare il problema. L’aggiunta di adeguato materiale di fondo e riasfaltatura superficiale è una soluzione, che appare meno costosa, non garantisce una duratura risoluzione del problema. Le radici, infatti, in breve tempo, riaffiorerebbero superficialmente alla ricerca dell’ossigeno e romperebbero nuovamente il nuovo manto”, suggeriscono citando delle fonti settoriali.

Ovunque in Italia però si stanno cercando soluzioni per salvare i pini rialzando le piste e i marciapiedi. Ad Udine lungo viale Cadore, a causa del sollevamento delle radici delle piante, in alcuni punti anche fino a trenta centimetri dal suolo, i percorsi riservati agli amanti delle due ruote e ai pedoni erano completamente dissestati, un continuo saliscendi tra dossi e cordoli spaccati. L’esperimento in viale Cadore riguarda una pista ciclabile “rialzata” e materiali per far “respirare” le radici dei pini e far convivere bici, alberi e pedoni.

 

 

 

Tags: ambientalistipavimentazionepinivia Napoli
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