Il sindaco di Monte D’Arienzo firma contratto triennale in Regione per supporto Psr. “Sono idoneo e precario”

Il primo cittadino anticipa le critiche. “Non c’è nessuno scandalo, nessuna legalità o trasparenza calpestata. Ho partecipato ad una selezione pubblica per titoli come fanno molti dei miei coetanei”

61 punti di cui 37 per l’esperienza pregressa nella progettazione nell’ambito del Psr. Il sindaco di Monte Sant’Angelo Pier Paolo D’Arienzo è risultato idoneo in una graduatoria per un incarico di supporto alla gestione e all’attuazione del Psr dedicato a 30 figure professionali. Gli agricoltori non vedono un euro del Piano di sviluppo rurale, ma le consulenze con gli avvisi pubblici in Regione Puglia continuano.

A differenza del caso del premier Giuseppe Conte, che ha rinunciato alla selezione per il concorso da ordinario, il sindaco del paese garganico è andato avanti con la sua domanda e oggi ha scritto una lettera, indirizzata ai cittadini, che ha postato naturalmente sui social. A selezione già avvenuta e a contratto già firmato. “L’onestà non si decanta, ma si applica. Tutti i giorni”, spiega. E illustra i fatti: “Qualche giorno fa ho firmato un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (CoCoCo), della durata di 3 anni, con la Regione Puglia, per il supporto tecnico-amministrativo per l’attuazione del PSR (Piano di Sviluppo Rurale) della Puglia. Ho partecipato ad una selezione pubblica, basata sulla valutazione di soli titoli. Nessuna discrezionalità è stata usata, anche perché i punteggi e la loro relativa assegnazione erano già contenuti all’interno dell’avviso pubblicato sul Bollettino Ufficiale e sul sito della Regione, entrambi accessibili a tutti. Mi sono classificato al 19esimo posto su 15 candidati da contrattualizzare, quindi risultato non vincitore.  Successivamente, con una mail, mi hanno comunicato che, a seguito dello scorrimento della graduatoria ero risultato in posizione utile e quindi, in caso di accettazione, mi sarei dovuto recare in Regione per sottoscrivere il relativo contratto. Avendo tutti i titoli attinenti all’avviso e, in particolare, al profilo prescelto sono stato valutato fino alla concorrenza di 61 punti.  Questo grazie alla mia laurea specialistica, al dottorato di ricerca e a 15 anni di esperienza in Enti pubblici e imprese private, spesi soprattutto nel campo dei finanziamenti pubblici in genere e di quelli in agricoltura e nelle discipline ambientali, nello specifico”, ha comunicato.

Il sindaco anticipa le possibili critiche nella sua lettera. “Mi rivolgo a tutti coloro che ci hanno dato e ci danno fiducia ogni giorno, che amano la verità, che leggono e si informano prima di dare giudizi sull’operato di qualcuno. Mi avete eletto vostro Primo cittadino e ve ne sarò sempre grato, ma questo non può interrompere il mio percorso professionale. Come non si interromperà il mio impegno per la nostra Città e per la comunità che sarà sempre più proficuo, come questi primi e intensi 18 mesi fatti di sacrifici ma anche di soddisfazioni. Sono fiero della mia formazione ottenuta con tanto sacrificio e del mio curriculum lavorativo: sono contento di aver colto questa opportunità e continuerò a cercarne altre, fino a quando non avrò dato una solida stabilità alla mia famiglia, così come farebbe ciascun padre, ciascun marito, ciascun figlio! Me la sono sempre cavata da solo e non devo dire grazie a nessuno: continuerò a farlo, così come mi è stato insegnato, così come insegno ai miei figli. Qualcuno sicuramente urlerà allo scandalo, scriverà esposti anonimi, pubblicherà articoli, affiggerà manifesti e farà circolare altre falsità per il solo gusto di attaccare politicamente il sottoscritto e la mia Amministrazione”. Ai possibili detrattori D’Arienzo osserva che “non si può fare ogni volta il processo alle intenzioni”. “Non si può sparare a zero senza conoscere fatti e circostanze. Quindi, le prossime settimane si preannunciano particolarmente calde e vi chiedo di non credere, ancora una volta, a quello che vi racconteranno i miei detrattori: non c’è nessuno scandalo, nessuna legalità o trasparenza calpestata, nessuna onestà da mettere in discussione. Ho partecipato ad una selezione pubblica per titoli come fanno molti dei miei coetanei e sono risultato idoneo.  Idoneo e precario.  In verità precario lo sono da sempre, ahimè, come molti della mia generazione! Fare il Sindaco a 39 anni comporta anche questo: lo sapevo, me ne sono assunto da subito la responsabilità con tutto quello che ne è conseguito”.