Assistenza specialistica per alunni disabili a Foggia, finalmente ci siamo. Si parte dopo vacanze

Firma entro il 7 gennaio per 200 operatrici. On line è partita una petizione delle Assistenti all’Autonomia e alla Comunicazione per un giusto riconoscimento della loro professione

1.197.786,24 di euro. A tanto ammonta l’affidamento di aggiudicazione in Provincia di Foggia nei giorni scorsi della procedura aperta per l’organizzazione e lo svolgimento del servizio di assistenza specialistica, all’autonomia e alla comunicazione a favore degli alunni con handicap sensoriale (audiolesi), frequentanti gli Istituti scolastici di ogni ordine e grado e a favore degli alunni con gravi disabilità psicofisiche frequentanti gli Istituti scolastici di istruzione superiore di II grado per l’anno scolastico 2018/2019. 7 le cooperative ammesse alla gara in Provincia: la Aldia società cooperativa Ati socioculturale coop. Soc. Onlus; la Genss coop.soc. – keres coop.soc; la Coop.  Soc. San giovanni di dio cooperativa sociale onlus; la San Bernardo nasce un sorriso rti; Aranea consorzio coop. Sociali; Nuovi orizzonti soc. Coop. Soc. e Rti opus cons. Coop. Sociali-cons. Di libere imprese paidos-Coop. Santa Chiara. Ad aggiudicarsi la gara la Aldia di Pavia, che ha comunicato alle circa 200 operatrici di Capitanata che i contratti saranno firmati entro il 7 gennaio, prima dell’avvio delle lezioni scolastiche.

Ad oggi, però, il comitato regionale per l’Assistenza specialistica non ha ancora notizie di queste procedure. Gli uffici di Aldia saranno chiusi dal 24 dicembre al 1 gennaio. Solo dal 2 gennaio partiranno i contratti.

“Le operatrici dovrebbero iniziare a firmarlo dall’anno nuovo, nei primi giorni di gennaio, ma non abbiamo questa certezza. Sulla Bat abbiamo avuto comunicazioni più puntuali, su Foggia non ci è giunta notizia. C’è stata l’aggiudicazione, questo sì, ma non sappiamo al momento se  tutte le 200 operatrici accetteranno. La cooperativa barese va a denigrare il lavoro, il contratto su Bari è ridicolo, ce n’è da dire parecchio. Faranno affidamento al contratto collettivo del lavoro D1 per i laureati, D2 per i non laureati, il che vuol dire un lordo di 9 euro all’ora, in confronto ai 17 lordi all’ora della retribuzione del Pubblico. La metà dei soldi. Quelli non laureati andranno a prendere 7 euro circa all’ora per 9 ore o 12 ore, secondo la direttiva della Regione.  Personalmente ho rifiutato, mi avevano sbattuta a Ceglie, con una spesa di benzina di 120 euro al mese. Mi restavano solo 180 euro”, racconta una operatrice barese.

Intanto online è partita una petizione delle Assistenti all’Autonomia e alla Comunicazione che lavorano con gli alunni disabili nelle scuole di ogni ordine e grado da 25 anni, che chiedono un giusto riconoscimento della loro professione attualmente senza sicurezze contrattuali ed economiche. I comitati in tutte le Regioni hanno anche avanzato una richiesta di incontro formale con i Rappresentanti del Governo.

“La legge 104/92 prevede la nostra presenza nelle scuole a fianco degli alunni disabili psicofisici e sensoriali, (sordi e ciechi). La gestione di questi servizi ad oggi è di competenza degli Enti Locali, dei Comuni per la primaria di primo e secondo grado, delle Città Metropolitane per la secondaria di secondo grado, i quali si sono dimostrati incapaci, sia dal punto di vista amministrativo che di gestione, nell’ erogare tali servizi in modo efficiente non garantendo uniformità sul territorio italiano. Spesso tali servizi non partono o partono con notevoli ritardi rispetto all’apertura delle scuole, proseguono a singhiozzo per tutto l’anno scolastico e con un numero di ore insufficiente per alunno. Lavoriamo come precari, con inquadramenti contrattuali atipici e diversi in ogni Città, Provincia e Regione; anche chi ha un contratto a tempo determinato viene pagato “a cottimo”, ovvero non veniamo retribuiti se l’alunno si assenta o se la scuola chiude per vacanza o qualsiasi altra ragione. Agli Enti Locali è consentito reperire il personale con criteri di valutazione del tutto arbitrari e disomogenei, non sempre sulla base di una graduatoria di merito a garanzia della continuità lavorativa.

Per poter lavorare gli Enti locali ci richiedono una formazione sempre più specifica (Corsi LIS, BRAILLE, Tiflodidattica, TEACCH, ABA, CAA, ecc.) che siamo costretti a pagare di tasca nostra. A fronte di contratti che ci vincolano per un certo numero di ore ci si ritrova a fine mese con buste paga indecenti con retribuzioni al di sotto della soglia minima di povertà”, si legge.

La richiesta è di togliere la gestione dei servizi di assistenza agli enti locali affinché la figura delle assistenti sia prevista all’interno dell’organico scolastico al pari delle figure professionali riconosciute dal MIUR; così da assicurare agli alunni disabili una scuola inclusiva per tutto l’anno e garantire dignità lavorativa a migliaia di Assistenti, in tutta Italia precari da sempre. Le assistenti lamentano l’inefficienza degli enti locali che “in più di 25 anni dalla legge 104 si sono dimostrati incapaci di erogare il servizio di assistenza all’autonomia e alla comunicazione in maniera efficiente ed uniforme in tutto il territorio italiano”. E questo nonostante l’obbligo legislativo, che prevede l’inserimento degli assistenti nel circuito scolastico, spesso disatteso e/o ritardato dagli Enti locali, o erogato per un numero di ore insufficiente ad alunno. Esiste un aumento costante degli alunni con disabilità nelle scuole rilevato dall’Istat. Nell’anno scolastico 2016-2017 erano 254.366 gli alunni con disabilità in Italia (con un aumento del 8,3% rispetto alle rilevazioni del a.s. 2014-2015), di cui più di 90 mila nella scuola primaria, 69 mila nella scuola secondaria di primo grado e 65 mila nella secondaria di secondo grado, con conseguente aumento della richiesta di Assistenti alla Autonomia e alla Comunicazione all’interno delle scuole”.