Le nuove sfide della Camera di Commercio per occupazione e sviluppo. Si punta su Agrifood Hub, Zes e distretto turistico Gargano

Per una migliore valorizzazione del patrimonio immobiliare dell’ex sede di via Dante a Foggia, la Giunta ha presentato una proposta al MeF per ospitare la Ragioneria generale

Fabio Porreca, presidente uscente della Camera di Foggia è stato rieletto all’unanimità e con voto palese alla guida dell’Ente per il quinquennio 2018-2023 con la prima riunione del nuovo Consiglio Generale che si è tenuta questa mattina presso la Cittadella dell’Economia con unico punto all’ordine del giorno l’elezione del presidente.

Due soli consiglieri assenti, entrambi giustificati: l’imprenditore dei supermercati La Prima Luigi Giannatempo per Confesercenti e il confindustriale Nicola Biscotti titolare della società di trasporti Acapt. Presente anche il consigliere in rappresentanza dei sindacati individuato nel segretario Uil Gianni Ricci, che benché non ancora in possesso di decreto di nomina da parte del Governatore Michele Emiliano per via di un disguido tecnico, ha partecipato ugualmente ai lavori. Con lui anche Biagio Di Iasio, direttore di Confcommercio, per anni nei vari consessi camerali, e oggi in lizza per il posto da segretario generale dell’Ente, vicenda concorsuale che tanto ha fatto discutere nei mesi scorsi le diverse categorie produttive. Il parere Anac richiesto da Porreca per interrogare l’anticorruzione della validità della commissione giudicante stenta ad arrivare. Nel frattempo oggi Confcommercio a nome del suo presidente Damiano Gelsomino si è ricompattata sul nome di Porreca. “Confcommercio senza incertezza ha candidato Porreca, che è stato in questi anni tecnico ed imprenditore”, è stato il commento dello stakeholder sipontino, che pure aveva ambito alla poltrona della Cittadella.

IL VOTO 

Gianni Ricci e Biagio Di Iasio

Tutti i consiglieri intervenuti e coordinati dal consigliere anziano Mazzeo da San Severo oggi hanno espresso apprezzamento per il lavoro portato avanti dal presidente Porreca e si sono pronunciati, nelle loro dichiarazioni di voto, a favore del suo secondo mandato. Non hanno preso la parola i due più giovani  consiglieri new entries, Alessia Di Franza per Confartigianato e l’imprenditore cooperativistico della sanità privata Raffaele Pio De Nittis.

Ma che governance è stata quella dell’attore economico foggiano Fabio Porreca? Nelle sue linee programmatiche si rintraccia il lavoro svolto e quello ancora da compiere, che potrebbe condurlo nei prossimi anni al vertice di UnionCamere nazionale, dove oggi ricopre il ruolo di vicepresidente nazionale.

LA RIFORMA e IL PALAZZO DI VIA DANTE 

Alessia Di Franza

Negli anni difficili della riforma camerale, la Cciaa di Foggia, come è stato illustrato in questi giorni, ha i conti in regola. Manca all’appello soltanto una migliore valorizzazione del patrimonio immobiliare in particolare quello dell’ex sede di Via Dante, per il quale la Giunta ha presentato una proposta al MeF per ospitare la Ragioneria generale. “Quell’immobile chiuso toglie vitalità a quel tratto di via Dante. La riapertura avrebbe certamente un impatto positivo per la città oltre che dal punto di vista economico e finanziario per la Camera di Commercio”, ha rilevato a l’Immediato il presidente Porreca.

LEGALITÀ e INFRASTRUTTURE

Il presidente in questi anni ha dato due importanti indirizzi politici alla Camera di Commercio. Il primo è la battaglia per la legalità e la sicurezza, “temi spesso retorici”, come ha osservato, ma declinati con forza e originalità. “Per la prima volta la Camera che si è costituita parte civile per mafia, al processo Corona, ora sembra scontato ma qualche anno fa non lo era. Abbiamo organizzato il convegno al Giordano #FoggiaReagisce con Confcommercio, l’Arcivescovado e la Fondazione Buon Samaritano, dove c’era per la prima volta la presenza del procuratore antimafia. Oggi alla luce della rilevanza della Quarta Mafia nel panorama nazionale, possiamo dire che avevamo individuato bene una delle problematiche che affligge il nostro territorio. Ma la legalità non l’abbiamo solo dichiarata, l’abbiamo praticata, altrimenti saremmo stati ipocriti. Abbiamo chiesto rigore e trasparenza ai nostri interlocutori”.

Il secondo tema che ha donato protagonismo politico alla Cciaa è rappresentato dalle infrastrutture e dal recupero del gap infrastrutturale, per i quali tanto si è battuto Porreca in questi anni. “Per molte infrastrutture siamo fermu a 5 anni fa o meglio a 50 anni fa, nella consapevolezza che solo col recupero forte del gap si possono creare investimenti. Dobbiamo procedere uniti sapendo che sono istanze che producono mortificazione.
Il tema del gap infrastrutturale va di pari passo con il concetto di attuazione di investimenti nel nostro territorio”.

LAVORO

È l’attrazione di nuovi investimenti, che creano nuovi posti di lavoro, il compito che attende il nuovo consiglio. “Se non si sprigionano investimenti rilevanti non si cresce”, la consapevolezza. Le occasioni secondo Porreca dovranno arrivare dalle Zes, ma anche dall’attivazione di un incubatore per le start up agroalimentari da collocare in Fiera a Foggia e che la Giunta ha chiamato Agrifood hub. Una proposta al tavolo del Quartiere Fieristico e trasferita in Regione Puglia. Altre chance occupazionali dovranno arrivare dal distretto turistico del Gargano con la redazione di un contratto di sviluppo suggerito da Invitalia sul modello di quello della costiera amalfitana, che darà la possibilità di finanziare attività di servizi e risorse di marketing sul Gargano. “Non possiamo più permetterci che gli investimenti siano solo sulla carta, non possiamo accettare che le risorse del Patto per la Puglia siano solo sulla carta. C’è il contratto istituzionale di sviluppo della Presidenza del Consiglio. È il momento di unirsi in un patto”.

IL REGISTRO DELLE IMPRESE

La Cciaa ha realizzato le sue funzioni caratteristiche, ossia quella relativa al registro delle imprese e ai servizi di pubblicità contabile. “Abbiamo scalato le classiche al di sopra del benchmark delle altre camere di commercio per i servizi camerali. Ci avviamo alla semplificazione e sburocratizzazione. 48 Comuni hanno aderito al SUAP telematico con un ruolo attivo. Anche l’internazionalizzazione, tema sottratto dalla riforma alla Cciaa, ci ha visto protagonisti con Ice: le grandi imprese hanno una autonoma capacità di penetrare i mercati, le piccole no e vanno aiutate”.

INNOVAZIONE

In questi anni la Camera ha anche sollecitato alcuni percorsi di giovani operatori e imprenditori. Porreca ha citato le due prossime iniziative di digitalizzazione del TedX e il D-Campus, spazio di co-working in via Napoli.

Il presidente ha difeso il sistema della rappresentanza economica, pur in presenza di tempi totalmente sconvolti dalle rivolte delle moltitudini, che si accendono grazie a forti scintille di dissenso, come nel caso dei gilet gialli francesi, o di quelli nostrani arancioni del segmento agricolo.
“Spesso la rappresentanza viene messa in discussione nella sua legittimità. Veniamo da anni in cui il ceto politico ha azzerato la concertazione. Non che il mondo della rappresentanza non abbia le sue responsabilità, ma noi non possiamo non sapere che territori come questo hanno bisogno dei corpi intermedi. Difenderò sempre il sistema della rappresentanza esercitando in modo migliore le prerogative dell’ente. La centralità, l’autorevolezza insieme all’equilibrio finanziario raggiunto siano la base per rilanciare il ruolo della Camera”.

DAL CONSIGLIO

Gianni Rotice, il rappresentante della Cna e di Adiconsum insieme a Vincenzo Simeone hanno ribadito il loro impegno. Quest’ultimo ha sollecitato maggior impegno per i project financing e per un adeguamento all’agenda Onu 2030.
Alfonso Ferrara, che ha innescato in estate la polemica sul concorso per il segretario generale, ha sottolineato il suo doppio ritorno, come consigliere e come membro di Confesercenti, organizzazione esclusa lo scorso mandato. “Abbiamo vissuto gli ultimi 5 anni dall’esterno, abbiamo cercato di essere presenti, lo abbiamo fatti da isolati, non posso negare che pur stando fuori, ho riconosciuto a Fabio Porreca una grossa capacità: ha dovuto accompagnare una struttura verso la riforma e lo ha fatto, facendo vivere un migliore protagonismo alla Camera.

Il vicepresidente uscente Giuseppe De Filippo numero uno di Coldiretti ha centrato tutto il suo intervento sulla legalità. “Le terze generazioni delle famiglie della Società stanno ancora costringendo la classe economica a stare col capo chino. Per questo mandato come Camera ci dobbiamo dare un ruolo con i nostri associati e con le imprese: dobbiamo far capire loro che non possono e non devono più pagare il pizzo. Questo ruolo legalitario non può più essere relegato alla società civile e ad associazioni, come Libera, l’Antiracket o alla Fondazione Buon Samaritano. L’impresa deve essere attiva nella battaglia alla criminalità organizzata”.