Codice rosso, Menga plaude ai Ministri Bonafede e Bongiorno. “Una corsia preferenziale per le vittime di violenza”

Ha studiato molto il provvedimento la parlamentare e medico foggiana del M5S, che ha salutato con entusiasmo la nuova misura legislativa che mutua dal triage il termine di “codice rosso”

Nella riunione di mercoledì 28 novembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge “Codice Rosso”, che introduce modifiche al codice di procedura penale per tutelare le vittime di violenza domestica e di genere. Partito dalla richiesta dell’associazione Doppia Difesa, il decreto introduce una corsia preferenziale per certe denunce (come maltrattamenti e atti persecutori), con tempi rapidissimi di intervento delle Autorità. Col Codice Rosso, il magistrato dovrà occuparsi del caso entro tre giorni.

Ha studiato molto il provvedimento la parlamentare e medico foggiana del M5S Rosa Menga, che ha salutato con molto entusiasmo la nuova misura legislativa che mutua dal triage il termine di “codice rosso”, con la differenza che una vittima di violenza giunta al Pronto Soccorso non dovrà subire nessuna classificazione, ma sarà subito considerata una paziente da codice rosso, inserita in un percorso di denuncia e di cura, privilegiato. “Non c’è più un luogo fisico come con le stanze rosa, diffuse a macchia di leopardo sul territorio. Con le stanze rosa, la donna veniva spesso marchiata, col codice rosso invece c’è una immediata presa in carico”, rileva la giovane portavoce nella sede dell’ex Singer in Via Arpi a Foggia.

“Esprimo la mia piena soddisfazione per il Governo che è arrivato alla approvazione del Codice Rosso- continua- devo esprimere veramente un ringraziamento al Ministro Bonafede e alla Ministra Bongiorno per aver portato a casa questo risultato. Cosa cambia per le donne? Cambia il fatto che è stata finalmente istituita una corsia preferenziale per le donne che intendono denunciare reati di violenza domestica e violenza di genere. Parliamo di lesione aggravate, molestie, stalking e di violenza sessuale. Le donne potranno finalmente rivolgersi alle forze dell’ordine con la certezza che la loro denuncia verrà presa in carico nell’immediato e verrà trasmessa al pubblico ministero in tempo reale. C’è la certezza che verranno ascoltate dalla magistratura entro 3 giorni dalla denuncia sporta”.

La deputata ha analizzato i dati pugliesi. “Sono allarmanti, come in tutta Italia, ho potuto osservare alcune risposte fornite dalle donne nel questionario somministrato dall’Ordine dei Medici col progetto Vìola. Il 18% delle donne dichiara di aver subito una qualche forma di violenza. È un dato che fa riflettere, la violenza di genere è una realtà che o viene sottovalutata e negata oppure viene ancora giustificata. Si fa fatica ad ammettere che esiste, molte donne stentano a riconoscere la violenza subita perché inferta dai familiari, da persone che amano, i dati a tutt’oggi sono ancora sottostimati”, osserva Menga.

In che cosa il Codice rosso differisce dalle stanze rosa, che sono state istituite in molti ospedali, come il Tatarella a Cerignola e in tante altre strutture? La deputata è schietta. “Sicuramente per la prima volta per legge obblighiamo le forze dell’ordine a notificare immediatamente queste denunce, il che vuol dire che non è più una iniziativa che partirà a macchia di leopardo sul territorio, in alcune province sì e in altre no, ma che finalmente sarà garantita questa priorità di accesso a tutte le donne in tutto il territorio nazionale. Inoltre a ricevere le donne coraggiose sarà del personale, che sarà obbligato per legge alla formazione su questi reati specifici. Le donne troveranno davvero un ascolto concreto da parte di personale predisposto a lavorare con loro su questo genere di reati”