Movida foggiana, svolta nel centro storico: dopo 10 anni arriva il regolamento. “Finalmente le strutture esterne”

Il dehors dovrà avere una distanza minima di 1 metro dal tronco d’albero, a distanza di 10 metri dai luoghi di culto e a 5 metri dai monumenti

È arrivato in aula in Consiglio comunale a Foggia, il tanto atteso regolamento per la disciplina delle occupazioni di spazi ed aree pubbliche mediante la collocazione e l’installazione a titolo temporaneo e continuativo di elementi di varia tipologia come i dehors. L’approvazione dovrebbe arrivare domani, oggi i lavori dell’assise si sono prolungati oltre il tempo previsto.

Il regolamento atteso da oltre 10 anni sarà essenziale per tutte quelle attività commerciali di somministrazione presenti nel centro storico, che fino ad ora non hanno mai potuto realizzare dei dehors, per via delle prescrizioni della Soprintendenza. Nel centro storico sono ben 53 gli edifici vincolati o tutelati mentre le attività ludiche tra pub, bar e ristoranti sono oltre 58. Il regolamento divide la città in ambiti urbani: centro stroico, centro città con aree pedonali e Quartieri Settecenteschi e città consolidata.

Oggi in consiglio comunale c’erano molti operatori della movida a cominciare da Marco Caputo, referente Confcommercio del Comitato Centro Storico. Con lui anche Benito e Rocco, titolari dell’ex Nessun Dorma, oggi diventato una pizzeria, i proprietari del Paraty e del Nuevo Mundo.

Secondo il regolamento il titolare di un esercizio pubblico che intenda collocare su suolo pubblico o su area privata gravata da servitù di pubblico passaggio un dehors dovrà ottenere dal Comune preventiva autorizzazione alla somministrazione all’esterno con concessione dell’area pubblica o privata ad uso corrispondente.

Il dehors o gazebo dovrà essere collocato nelle immediate adiacenze garantendo la maggiore attiguità all’esercizio.

Come deve essere il dehors? È presto detto, esso è composto da arredi di base come tavoli, sedie e poltroncine, elementi di delimitazione come paraventi/pannelli di delimitazioni trasparenti o fioriere, elementi complementari di copertura e riparo come ombrelloni, tende da sole di tipo tradizionale o strutture di copertura a padiglione e pergotende, elementi di livellamento come le pedane ed elementi accessori, ossia i corpi illuminanti, stufe ad irraggiamento, lampade a infrarossi e cestini per la raccolta di rifiuti. I dehors devono essere sempre realizzati in conformità alla normativa sulle barriere architettoniche.

Ogni dehors deve lasciare libero per almeno 2 metri il marciapiede, laddove sussistono particolari caratteristiche geometriche della strada, tra cui la presenza di marciapiedi inferiori ai 4 metri, l’occupazione può essere effettuata a condizione che sia garantita la circolazione delle persone con limitata o impedita capacità motoria, quindi occorre lasciare una larghezza minima pedonale di 1,20 metri. Se si tratta invece di una strada, il dehors deve lasciare libero un passaggio di almeno 3,5 metri per consentire alle ambulanze di passare.

Il dehors inoltre dovrà avere una distanza minima di 1 metro dal tronco d’albero, a distanza di 10 metri dai luoghi di culto e a 5 metri dai monumenti.

Il regolamento fornirà una regolamentazione che a Foggia non è mai esistita, attiviamo un sistema di regole condivise con le associazioni di categoria e con i commercianti in particolare nel centro storico che è la zona soggetta a tutela dei beni culturali. C’è stata partecipazione, c’è molta consapevolezza da parte dei commercianti. Esistono sicuramente situazioni critiche, irregolari, ma molti sono stati già multati. Le posizioni inidonee sono state sanzionate, abbiamo riscontrato la volontà di mettersi a posto. Purtroppo non potremo far accedere a forme di defiscalizzazione per via del Salva Enti, ma stiamo studiando delle forme di incentivo”, ha osservato l’assessore Claudio Amorese a l’Immediato. Molto soddisfatto Marco Caputo: “Finalmente dopo un decennio di battaglie siamo riusciti con l’assessorato ad arrivare al dunque, anche il centro storico potrà lavorare con le strutture esterne, come tutte le altre zone della città”.