Violenze Domus, arrestati pizzaiolo (amico buttafuori) e i genitori. Trovata vera e propria “Santa Barbara”

Rinvenuto arsenale dalla polizia. In casa anche 2 pistole, 2 revolver, 1 semiautomatica e una canna 7,65, stesso calibro rinvenuto nella mandibola del 18enne picchiato nei pressi della discoteca

Una “Santa Barbara” quella sequestrata dalla squadra mobile di Foggia nelle scorse ore. Agli arresti il 28enne Renato Console, professione pizzaiolo, e i genitori Antonio Console, classe ’59 e Lucia Tolve, classe ’63. Quest’ultima posta ai domiciliari, i primi due in carcere. Molto probabili i collegamenti tra Console e la rissa all’esterno del Domus, nota discoteca foggiana. Infatti, durante le indagini sulle violenze dello scorso 21 ottobre ai danni di un 18enne di Lucera, la polizia si è imbattuta in Renato Console, amico del buttafuori Aleandro Di Fiore, già arrestato per tentato omicidio. Nelle ore successive all’aggressione di quella notte, Di Fiore è stato intercettato proprio insieme a Console. Le prime perquisizioni disposte dalla Procura della Repubblica di Foggia a casa del 28enne hanno portato al rinvenimento di uno sfollagente telescopico. Dopo aver sentito il giovane, gli investigatori hanno acclarato i forti rapporti di frequentazione con Di Fiore e la concreta probabilità che potesse detenere l’arma del delitto utilizzata nella notte del Domus.

Da sx, Di Fiore (pregiudicato) e Console (incensurato)

Accurate perquisizioni nei domicili suoi e dei familiari hanno avvalorato l’ipotesi investigativa, consentendo il rinvenimento di un vero e proprio arsenale: 2 pistole calibro 9×21 con matricola abrasa e relativi caricatori, 2 revolver calibro 38, 1 pistola semiautomatica con annesso caricatore rifornito di tre colpi, una penna modificata a pistola calibro 22, una similarma, un silenziatore, una canna calibro 7,65 (stesso calibro rinvenuto nella mandibola del 18enne lucerino, ndr), un giubbotto antiproiettile e un centinaio di cartucce di vario calibro.

Le indagini hanno appurato che i genitori del 28enne avessero piena contezza dell’arsenale, per questo motivo sono rimasti coinvolti nell’operazione e quindi arrestati. Antonio Console è finito in carcere assieme al figlio in quanto sono emerse maggiori responsabilità rispetto a quelle della moglie. Sta ora alla Scientifica verificare se arrivi davvero dall’arsenale di Console l’arma utilizzata nella sanguinosa notte del Domus.

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