Una falegnameria sociale con coworking in legno a Foggia, Wood House Hub è tra le migliori 8 idee di Puglia

L’imprenditore cooperativistico del settore della forestazione Ecol Forest Mario De Angelis non svela quale sarà la location: “Tutto girerà intorno al legno come materia viva”

Presto un luogo degradato e abbandonato della città di Foggia diverrà una falegnameria sociale. Il protagonista di questa trasformazione, l’imprenditore cooperativistico del settore della forestazione Mario De Angelis (nella foto in alto, al centro, con i suoi collaboratori), non svela però quale sarà la location, inserita nei percorsi per l’innovazione sociale e lo sviluppo dell’economia sociale, che costituisce la fase preliminare del più ampio Programma di interventi denominato “Puglia Sociale IN”.

A Bari, nell’ambito della 82^ edizione della Fiera del Levante, sono state premiate le 8 migliori idee presentate alla Regione. E fra queste c’è proprio quella della cooperativa Ecolforest di Foggia, associata di Confcooperative. Il progetto si chiama Wood House Hub, ovvero falegnameria sociale. Rientra tra le prime 8 migliori idee innovative di impatto sociale per la Regione Puglia. Il progetto prevede la realizzazione di una struttura divisa in una hub inclusiva e hi-tech per giovani professionisti emergenti e wood house, ovvero uno spazio d’impresa dove realizzare i prodotti di design di legno, quest’ultimo proveniente da foreste gestite da Soc. Coop. Forestali, aumentando quindi il valore del territorio racchiuso nel prodotto.

Il presidente della Soc. Coop. Ecol Forest, Mario De Angelis afferma: La Wood House Hub, sarà così promotrice in attività di ricerca e sviluppo in ambito di strategia e organizzazione d’impresa, e network di nuove partnership nei diversi settori economici. Gli arredamenti saranno realizzati con legno proveniente dalle foreste pugliesi «certificate» e gestite secondo  i principi della Gestione Forestale Sostenibile da Cooperative forestali locali e realizzati da chiunque abbia voglia di mettersi in gioco accompagnati da giovani designer.”

Le Community Hub sono strutture a servizio della comunità. Sono spazi destinati alla cultura, al talento, all’inclusione sociale, alla promozione del territorio e dei prodotti e alla socialità. Sono punti di accesso ai servizi di welfare e orientano verso la creazione di impresa. Sono spazi di ideazione, produzione e lavoro, che fanno convivere l’artigianato e la postazione per il giovane creativo, la startup, la cooperativa sociale, la web radio e i blogger. Sono garanzia e presidio di processi di rigenerazione urbana e del tessuto sociale variopinto di professionalità, capacità e persone con voglia di autoriscattarsi attraverso corsi altamente professionalizzanti. Provano a contrastare l’emarginazione sociale generando lavoro sostenendo percorsi di resilienza. La falegnameria sociale è un luogo fisico, come punto di incontro tra domanda/offerta produttivo, culturale e sociale. Un progetto che rappresenta una sfida, oltre che una possibilità concreta, per attivare strumenti e offrire occasioni di educazione formale ed informale, autoformazione, autoespressione, conoscenza, integrazione ed inclusione sociale. Un percorso che mira ad aprirsi anche a fasce della popolazione in questo momento più “vulnerabili”, inoccupati o disoccupati, a chi per ragioni economiche e sociali vive un momento difficile della propria vita o magari cerca un nuovo modo di viverla. Un progetto che intende promuovere e realizzare nuovi percorsi di vita individuale, professionale e sociale; azioni necessarie per combattere diseguaglianze ed inequità sociali, per rimettere al centro la dignità dell’essere umano partendo proprio dal lavoro e dallo sviluppo delle competenze.

Ecco cosa prevede il progetto di Ecolforest nel dettaglio.

La falegnameria sociale nasce dall’idea di promuovere un modello sostenibile di piccola impresa, in grado di aggregare, cooperare, promuovere il territorio e creare reddito. Tutto questo con realizzazione della Wood House  in cui vi sono strumenti da “bottega” per le lavorazioni del legno (sega circolare, trapano, utensili utili per la creazione di piccoli manufatti o innovativi come stampanti laser o CNC), per piccole produzioni design, arredo di pregio e per la riqualificazione urbana.

C’è poi la realizzazione vera e propria della  Wood Hub  luogo fisico di scambio di idee, processi di realizzazione, percorsi formativi con postazioni di lavoro off/on-line e ICT. La falegnameria è pensata come una Hub, in cui i luoghi sono condivisi con esperti dei settori produttivi e culturali per permettere l’avvio di imprese di servizi connessi e progetti di formazione professionale. La falegnameria sociale, risponde in termini sostenibilità al bisogno del tessuto sociale nonché alla chiara possibilità di valorizzare le ricchezze del comparto forestale pugliese, attingendo le materie prime dalle Cooperative forestali possessori e gestori di aree forestali della Daunia. La falegnameria sociale sarà promotrice anche di attività di inclusione sociale per soggetti svantaggiati, provenienti da Centri diurni. L’attività di falegnameria, infatti, intesa come terapia occupazionale, per le sue caratteristiche e svariate modalità di utilizzo, può essere impiegata come attività innovativa di benessere che agisce sui processi motori e sensoriali.

A l’Immediato De Angelis si mostra entusiasta. Dopo i parchi avventura e le 4 case sull’albero questa è una nuova sfida.  “La location è su Foggia riguarderà la rigenerazione urbana di un sito di una zona che lambisce la periferia della città- osserva- Abbiamo valutato più strutture logisticamente adatte, che avessero anche la possibilità di parcheggio. Come consorzio abbiamo potuto accedere alla seconda misura di Puglia Sociale In che prevedeva un finanziamento più alto. Abbiamo ottenuto 1 milione di euro e abbiamo dai 24 ai 32 mesi per realizzare l’opera. L’elemento centrale è il legno, tutto gira intorno al legno come materia viva. Noi operiamo all’interno della Capitanata, logisticamente siamo già presenti a Foggia, che farà da ponte alle nostre attività, localizzate sui Monti Dauni e sul Gargano per approvvigionarci del legno”. A quale idea vi siete ispirati? Si parla molto di agricoltura sociale, ma esistono falegnamerie sociali? “Il modello di falegnameria sociale è presente soprattutto nelle carceri. Non ne conosco nessuna nel libero mercato. La nostra idea è quella di realizzare una piccola falegnameria per prodotti unici in un mercato di nicchia non di serie e per il riciclo. La falegnameria sarà lo strumento e il luogo fisico dove poter condividere le idee, per incontrarsi, mettendo al centro una cooperativa forestale, che già lavora nel campo”.